Rassegna Stampa
Testata: Repubblica

Berlusconi: “Il G8 si terrà a L’Aquila”

24/04/2009

autore: GIANLUCA LUZI


Decisione a sorpresa, addio alla Maddalena: dobbiamo essere vicini ai terremotati

L’AQUILA — Colpo di scena: il G8 di luglio non si terrà più alla Maddalena, ma all’Aquila, nel cuore della terra devastata dal terremoto, nella scuola della Guardia di Finanza dove dalle prime ore del sisma ha sede il comando operativo della Protezione civile e che Berlusconi ha eletto a quartier generale delle ormai numerose conferenze stampa governative. Ultima quella di ieri, al termine del Consiglio dei ministri che il capo del governo ha voluto riunire nel cuore dell’emergenza invece che a Palazzo Chigi, esattamente come aveva fatto a Napoli durante l’emergenza per la spazzatura. Incassato il via libera di Washington e Londra, individuata la sede, Berlusconi lancia la sua ennesima sfida, nel nome di «una visionaria e lungimirante follia». Niente Maddalena «troppo bella e lussuosa in tempi di crisi», niente blu profondo del Mediterraneo (con le tartarughe caretta caretta simbolo del G8) né rocce, mirti e corbezzoli per i Potenti del pianeta, ma il più severo e rupestre panorama del Gran Sasso, per di più contornato da paesi e chiese sfregiati dal terremoto. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui Berlusconi avrebbe pensato di traslocare in Abruzzo il summit più importante dell’anno: infatti fra i temi del prossimo G8 c’è quello della prevenzione dei cataclismi naturali e quindi «quale sede è più appropriata di una terra ferita da un terremoto?». E poi c’è la questione dei costi. Il G8 all’Aquila farebbe risparmiare un mucchio di soldi da destinare all’emergenza terremoto. «Abbiamo visto che per la gestione, per l’impegno delle forze dell’ordine e per una serie di altre opere ci sarebbe stata una spesa superiore ai 220 milioni di euro — ha elencato il presidente del Consiglio — e poiché in Italia si è data vita a una polemica sul costo del referendum e si è fatto tanto scandalo anche se il suo costo è di 50 milioni, ci siamo detti perché non darli per la ricostruzione dell’Abruzzo?». Ma dove mettere tutto il «circo» del G8 costituito non solo dai capi di Stato e di governo, ma dalle delegazioni e dalle migliaia di giornalisti di tutto il mondo? In totale circa 25 mila persone da alloggiare in una zona povera di alberghi. Per ora «abbiamo la fortuna di trovarci questa scuola che ha tutti gli ambiti possibili per accogliere qui tutti i capi di Stato, le delegazioni e i giornalisti». C’è però il problema della sicurezza attorno alla cittadella militare della Finanza e Berlusconi sembra fare affidamento alla ragionevolezza dei contestatori: «Non credo che i no global avrebbero la voglia, la faccia e il cuore di fare manifestazioni dure» nella zona «ferita» dal terremoto. Mentre il premier tornava a Roma fermandosi nell’autogrill di Carsoli per un tramezzino, un bicchier d’acqua e un caffè con foto tra i turisti giapponesi, il mondo politico cercava di reagire all’ultima mossa spiazzante del Cavaliere. Furibonda la sinistra radicale. Bene, invece, per Franceschini, purché «non ostacoli né intralci l’emergenza e la ricostruzione » e il governo — aggiunge Bersani — «verifichi la fattibilità». Dubbioso Di Pietro: «Se fosse possibile, noi saremmo felici, ma temo sia difficile senza creare un ulteriore aggravamento dei problemi delle zone terremotate».

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