Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Berlusconi chiede scusa e dirotta il G8

24/04/2009

autore: Guido Piga


«Tre motivi per farlo in Abruzzo: risparmi, sicurezza, solidarietà»

La MADDALENA. Il G8 non si farà più alla Maddalena, isola con un futuro incerto. Si farà in Abruzzo, regione con un presente di dolore. La grande idea di Berlusconi - un colpo a effetto per stupire il mondo sull’italica forza - si è concretizzata ieri mattina: ha avanzato la proposta dello spostamento al consiglio dei ministri riunito all’Aquila, non c’è stata alcuna opposizione né lì dentro, né all’esterno. Poi, scusandosi con la Sardegna per lo scippo, ha chiarito le ragioni della clamorosa svolta: si risparmiano soldi, si aiuta la ricostruzione, si bloccano i contestatori. Sì di Londra, Washington prudente: «Vedremo». L’Aquila, le nove del mattino. C’è fermento attorno alla caserma della guardia di finanza, unica struttura rimasta in piedi dopo il terremoto. Lì si deve riunire il consiglio dei ministri, con in agenda gli interventi straordinari per la ricostruzione dell’Abruzzo. Ci sono gli uomini della protezione civile di tutta Italia, in attesa del capo Guido Bertolaso. Un’agenzia lancia l’indiscrezione: «Berlusconi sposterà il G8 dalla Maddalena all’Aquila». Pierfranco Zanchetta è in missione in Abruzzo: come assessore provinciale, come capo delegazione della protezione civile gallurese, come maddalenino. Raccoglie informazioni. «Sì, sembra che Berlusconi voglia trasferire tutto all’Aquila». Tutti sembrano spiazzati. Persino nel governo c’è chi, come il ministro Matteoli, reputa questa possibilità “impossibile”. Sulla stessa linea Margherita Boniver, sottosegretario, grande espera di affari internazionali: «E’ inimmaginabile». Imbarazzo nella struttura di Bertolaso. Alla Maddalena tutti sono al lavoro: gli operai nei cantieri dell’ex arsenale e dell’ex ospedale, i tecnici negli uffici per mettere a punto la conferenza di servizi programmata per oggi e a tarda sera rinviata. E del resto, come pensare l’impensabile o l’inimmaginabile? Berlusconi era stato nell’isola pochi giorni fa, il 14 aprile. Con lui, Gianni Letta, sottosegretario numero 1, e Guido Bertolaso, commissario del G8. Una visita di un’ora nei cantieri, complimenti a tutti per il lavoro, anche a Stefano Boeri, architetto di alto livello. «Metta un po’ più di verde» l’unica raccomandazione. La macchina organizzativa aveva raggiunto i traguardi prefissati, il gruppo che aveva vinto la gestione dell’arsenale, quello della Marcegaglia, stava predisponendo i progetti e tirando fuori i soldi, 45 milioni di euro per finire i lavori. Ad Alghero era stata programmata la riunione per dirottare i voli da Olbia, aeroporto chiuso dal 7 al 10 luglio, giorni del G8, a Fertilia. Alle 10.34 l’Ansa batte questa notizia: «Berlusconi: giusto spostare il G8 all’Aquila». Sembra una delle sue trovate, un po’ come fece a Napoli durante l’emergenza dei rifiuti. Poco più di un desiderio, quello che lui farebbe se non ci fossero gli ostacoli degli alleati internazionali, insomma. Un modo per dare una segnale all’Abruzzo. Ora le reazioni fioccano. Sindaci contro, quelli dell’Aquila e della Maddalena. «Siamo pronti ad accogliere il G8» dice il primo. «Farlo lì sarebbe un altro terremoto» ribatte il secondo. Non c’è tempo per disegnare piani A, piani B o C. Alle 12.31 l’Ansa batte: «Da cdm via libera a proposta spostamento all’Aquila». Non ci sono più dubbi, i pochi che restano li spazza via Berlusconi. Tiene una conferenza stampa, ci sono alcuni ministri al tavolo, Bertolaso è l’ultimo, scuote il capo, sembra scuro in volto, un po’ contrariato. «Era assillato da altri pensieri sul terremoto» diranno poi dal suo staff. Non c’è dissenso, quello di alcuni ministri rientra subito. Perché all’Aquila, dunque? Il premier cita tre ragioni. L’Italia risparmia, è più sicura, aiuta l’Abruzzo. Primo punto. «Abbiamo visto che per la gestione, per l’impegno delle forze dell’ordine e per una serie di altre opere ci sarebbe stata una spesa superiore ai 220 milioni di euro - dice Berlusconi - e poiché in Italia si è data vita a una polemica sul costo del referendum e si è fatto tanto scandalo anche se il suo costo è di 50 milioni, ci siamo detti perché non darli per la ricostruzione dell’Abruzzo?». Seconda ragione, forse determinante per la scelta: «Non credo che i no global avrebbero la voglia, la faccia e il cuore di fare manifestazioni dure in occasione del G8 se il summit si tenesse all’Aquila, zona ferita dal terremoto». Un modo per dire che, invece, alla Maddalena (e in Gallura) avrebbero potuto esserci serissimi problemi di sicurezza. Terza ragione: «E’ un forte segnale per il rilancio di zone così duramente colpite». Quarta ragione, non detta: è un grande colpo mediatico, una decisione che è destinata a far lievitare il consenso di Berlusconi a livelli bulgari. Una dimostrazione di forza - verrebbe da dire di pura potenza - del premier davanti all’Italia e al mondo. Nessuna voce critica. Né dal Pd («l’importante è che non intralci la ricostruzione»), né dalla Regione. Anzi, via libera su tutta la linea di Cappellacci. «Prevale il sentimento di solidarietà per l’Abruzzo» si limita a dire il governatore. «E’ l’ennesima dimostrazione che il presidente della Sardegna non è lui, ma Berlusconi - commenta Zanchetta -. Spero che le opere alla Maddalena vengano finite e che questa decisione sia un vero aiuto per l’Abruzzo». A tarda sera, incalzato, Cappellacci parla solo di «decisione inopinata». La grande idea del trasferimento sarebbe maturata subito dopo il terremoto. E sarebbe venuta a Bertolaso, l’uomo che guiderà la macchina della ricostruzione in Abruzzo. Così come lo scorso giugno il commissario del G8 aveva garantito a Berlusconi che i lavori alla Maddalena sarebbero stati fatti (ed è andata così), altrettanto avrebbe fatto in quest’occasione. Come dire: mi dia i soldi (sono arrivati 8 miliardi), mi dia le deroghe (per bandire gli appalti) e le opere saranno pronte in poco più di due mesi. Tutti all’Aquila, quindi, salvo clamorosi e improbabili colpi di scena. Il vertice si terrà in un’area in cui a luglio, secondo il presidente italiano dei geologi, «è prevedibile si registreranno scosse». Non sembra un ostacolo, però. Decisivo sarà il parere dei partner del G8. La Gran Bretagna ha già detto sì, «decide l’Italia». Più prudente la posizione degli Stati Uniti. «Vedremo» ha fatto sapere Washington. «Non abbiamo preso una posizione - ha detto la responsabile dell’Agenzia americana per l’ambiente, Lisa Jackson, parlando al G8 Ambiente a Siracusa -. Il presidente Berlusconi ha fatto una richiesta al nostro presidente per spostare il G8 e credo che se questo si farà serviranno degli aggiustamenti».

Chiavi di questa notizia: Maddalena