Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna
Poetto, il conto del ripascimento «Un danno da cinque milioni»
10/03/2009
autore: Elena Laudante
Un atto d'accusa breve ma efficace: «Per il ripascimento del Poetto gli imputati sono responsabili di danno erariale». Danno “effettivo” di tre milioni 900mila, più oltre 700mila euro di danno d'immagine alla Provincia. Dopo la condanna penale, per molti ex amministratori e consulenti che hanno contribuito a rendere il Poetto così com'è oggi, grigio e grossolano, ieri è stato il giorno delle conclusione davanti alla Corte dei Corti. Il procuratore regionale Donata Cabras, che ha istruito in udienza il processo avviato dall'ex capo della Procura contabile Mario Scano, ha insistito per la condanna di Sandro Balletto (ex presidente della Provincia), Renzo Zirone (allora assessore ai Lavori Pubblici) e altri 13 tra esperti, biologi, collaudatori, tutti tecnici che avevano rassicurato l'organismo politico sull'efficacia dell'azione della draga Antigoon, che per 15 giorni - nel marzo 2002 - sputò sabbia nera sulle dune. Nell'unica udienza dibattimentale dopo l'acquisizione degli atti dal processo penale, i difensori hanno insistito per ottenere un rinvio in modo per impostare la difesa di coloro che non conoscono gli atti del processo penale (conclusosi con una condanna per quasi tutti gli imputati). Ma la Corte ha preferito proseguire senza indugi: in un procedimento a parti invertite rispetto a quello penale, i difensori hanno arringato la Corte per poi passare la parola al procuratore regionale. Lungo l'elenco dei chiamati in giudizio, che in caso di condanna do- vrebbero risarciranno in solido quasi 5 milioni. Oltre a Balletto e Zirone, ci sono i direttori dei lavori Salvatore Pistis e Andrea Gardu, il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas e il suo predecessore all'epoca della Giunta Scano Sandro Cabras (non imputato nel processo penale), il geologo Antonello Gellon, i componenti la commissione di monitoraggio Andrea Atzeni, Luigi Aschieri, Paolo Orrù, Giovanni Serra. Nel corso dell'istruttoria la Corte ha citato la commissione di collaudo - Paolo Ritossa e Mario Concas - e i consulenti della Provincia, Leopoldo Franco e Paolo Colantoni, tutti estranei al processo penale. Ognuno a modo suo - è la visione della magistratura contabile - avrebbe avuto un ruolo nel disastroso ripascimento, effettuato in due settimane mentre buonsenso e consuetudine imponevano almeno due anni di lavori. Ai 15 imputati è contestata la violazione del capitolato d'appalto, dunque un danno alle casse dell'ente intermedio di natura patrimoniale. Anche se di danno ambientale non si può più parlare: avrebbe spostato la competenza al giudice civile; peccato che un eventuale ricorso sarebbe ormai prescritto. Sulla sabbia la draga sputò una quantità (il 16 per cento del totale) di granelli più grandi di quanto previsto dal capitolato, ovvero sopra un millimetro di grandezza, mentre le prescrizioni limitavano il “range” all'arco tra 0,250 e 1 millimetro. Possibile che quel 16 per cento di granelli più grandi di pochissimo abbia rovinato la spiaggia?, si chiedono tutt'oggi i difensori Rodolfo Meloni, Salvatore Casula, Carlo Castelli, Sergio Segneri, Antonio Cabriolu, Andrea Pogliani. Sul colore non si può neanche discutere, hanno sempre sostenuto. È persino un po' più chiara di quanto previsto. La decisione entro poche settimane.
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