I bagnanti sono certi: il Poetto non tornerà come prima
CAGLIARI.Una rotonda sul mare. Anzi, sulla sabbia. E per di più nera. Non è un bello spettacolo quello apparso ieri ai cagliaritani: la rotonda del Lido, sede nel recente passato della vita notturna cittadina, era sommersa dalla sabbia e da enormi tubi. Altro brutto segno: per la prima volta dopo anni le alghe sono comparse sul litorale. Chiusa da tempo ai bagnanti, la rotonda era diventata il regno dei bambini che passavano intere giornate a pescare appesi ai suoi bordi. Pesci, gamberetti, paguri. Ma anche polpi, come rivela Pietro Piras, pensionato, che conosce a menadito ogni anfratto del litorale fino a Cala Fighera. «Sotto la rotonda», dice, «era pieno di tane». Giuseppe Zucca, artigiano, scherza: «Di sicuro chi farà il bagno, d’ora in poi non riceverà piombi sulla testa. D’ora in poi la rotonda si potrà utilizzare in maniera diversa: senz’altro aumenterà la capienza del Lido che sarà utilizzabile anche dai non abbonati». Il medico cagliaritano Paolo Pintus evoca le gare di calcio (a colpi di testa) sotto le colonne. «Ma», spiega, «la rotonda è la cosa meno importante. Ci stanno prendendo in giro, il Poetto non tornerà mai quello di una volta». Bruno Ghiani, commerciante ed ex calciatore: «È sabbia buona per una partita di pallone». La sabbia nera non convince neppure i proprietari del Lido che, tra vedere e non vedere, hanno prelevato buona parte della rena bianca e, una volta terminato il ripascimento, la cospargeranno per far tornare candida la superficie di parte dell’arenile. Mario Orrù, ex navigante, mentre passeggia con la moglie racconta il “suo” Poetto: dune depredate dai carrettieri e dalle draghe, migliaia di tonnellate di rena utilizzata per costruire case e realizzare mattonelle di maiolica. Un lungo saccheggio che ha visto la rotonda fare da testimone silenzioso. Orrù, a proposito del ripascimento ha una sua teoria: «Si sarebbe potuta utilizzare la fascia di sabbia che costeggia il lungomare dal Lido all’Ottagono recuperando cinque o seicentomila metri cubi, che sarebbero potuti esser sostituiti con sabbia di cava o con giardinetti. In ogni caso», conclude dando un’occhiata all’aspetto lattiginoso del mare, «bisognava predisporre un impianto di lavaggio della sabbia: chissà quando l’acqua diventerà di nuovo trasparente».Molto preoccupato anche Arturo Cappai, pensionato, che lancia un appello: «Almeno per la prima fermata si potrebbe utilizzare la sabbia del canale dell’Idrovora». La sabbia del Poetto, sostiene Antonio Melis, agente di commercio, ”è sempre stata nera. L’erosione è stata determinata dalle draghe e dall’abbattimento dei casotti. Le mareggiate non c’entrano nulla: il mare quello che prende riporta. Quanto alla rotonda”, conclude, ”la dovrebbero abbattere perché non è mai servita a niente”. Molti, per la verità, la vorrebbero far sparire del tutto. E alcuni mettono nel calderone delle costruzioni da smantellare anche gli stabilimenti militari che si affacciano sul mare. Sandro Secci, geometra, ricorda invece che originariamente la rotonda del Lido era quasi del tutto immersa nella sabbia: «In acqua stava solo il primo pilastro». Stefano e Roberto Valdes, studenti, pensano che il ripascimento sia, tutto sommato, un lavoro che andava fatto. «Bisogna vedere come si manterrà». E la rotonda? «Pazienza. Ormai al Poetto non c’era più spazio».