Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

I baristi: è il colore l’incognita maggiore

13/03/2002

autore: Nicola Perrotti

CAGLIARI. Fiato sospeso e mano al portafogli: gli imprenditori del Poetto, proprietari di ristoranti, chioschi e bar non si fermano. Il trambusto degli ultimi giorni sta creando scompiglio tra i gestori delle 33 attività di ristoro del lungomare, ma non ha frenato gli investimenti per la stagione estiva. «Dobbiamo essere pronti a tutto», dice Vincenzo Franceschi, proprietario di un bar sulla spiaggia. Per l’estate ha già investito sedici milioni e mezzo di lire con cui acquisterà venti ombrelloni (600 mila lire l’uno) e un gazebo (5 milioni) per accogliere più clienti. «Con la speranza che arrivino», sottolinea Franceschi, «e che il giro d’affari estivo compensi le perdite dell’inverno, portate dai continui lavori che hanno messo sottosopra il Poetto».
«Peccato, però, per quella sabbia nera come la pece», aggiungo preoccupati i proprietari degli altri bar, mentre osservano la draga che, alle 11.30, arriva di fronte alla spiaggia scivolando sul mare piatto. «È la sabbia la maggiore incognita che ci lascia perplessi e ci auguriamo che sbianchi entro l’apertura della stagione, altrimenti i cagliaritani andranno a fare i bagni altrove». Anche loro, nonostante cattivi presagi, sono pronti a sostenere qualche sacrificio in più, oltre alle spese fisse annuali per l’uso dell’area demaniale: lo conferma Sergio Mascia, presidente della cooperativa ”Poetto services”, che raggruppa i proprietari dei diciotto baretti in riva al mare. «Gli investimenti ci sono, altroché. Ma sono concentrati tra le attività che lavorano maggiormente d’estate. Il nuovo assetto del lungomare sta portando a una stagionalizzazione dei chioschetti: alcuni, a seconda delle caratteristiche, lavoreranno meglio in inverno, altri d’estate. Sono questi ultimi che ora fremono di più». Nel frattempo la cooperativa attende gli sviluppi del ”Piano di utilizzo del litorale” (Pul) per definire quanto spazio avranno i nuovi baretti sulla nuova passeggiata pedonale. Meno allarmati, ma pur sempre diffidenti, sono i proprietari dei ristoranti, delle pizzerie e delle gelaterie di viale Poetto. Andrea Marcialis ha rinnovato e ampliato il suo ristorante: «Abbiamo investito parecchio quest’anno e continueremo a farlo. Siamo fiduciosi per il nuovo Poetto, meno per quanto riguarda le infrastrutture turistiche della città, come gli alberghi. È inutile che il lungomare luccichi se i turisti non sono invogliati a fermarsi in città e a vivere la spiaggia di Cagliari». Più diffidente è il gestore del ristorante del D’Aquila, che ha preferito non eccedere l’ordinaria amministrazione e attendere gli sviluppi dei lavori: «Una cosa alla volta. Le spese sono tante. Ogni anno paghiamo tre milioni al Demanio per la concessione del ristorante. Per ora lavoriamo per sopravvivere. Poi, se tutto andrà bene, potremmo anche espanderci investendo qualcosa in più. Ma non pensiamo che questi lavori possano magicamente raddoppiare o triplicare la clientela». Walter Melis, titolare della pizzeria ”160” sdrammatizza: «L’attività d’impresa è importante ma alla fine, quello che più ci preme, è poter poter continuare a fare il bagno nella nostra spiaggia».


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