Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Funtanazza non è più di Soru»
03/12/2008
Il sindaco di Arbus: «È l’ultima occasione di sviluppo»
CAGLIARI. Mauro Pili spara a zero sul caso Funtanazza: «Quando Soru dice che venderà tutto non è un motivo per scagionarlo ma casomai è un’aggravante». Il deputato di Forza Italia produce una valanga di documenti che aggiunge all’interrogazione già depositata alla Camera: «Non può vendere perché Funtanazza non è sua. Quel bene deve passare al comune di Arbus. E poi, quando un bene pagato poco viene posto in vendita, dopo aver consentito per legge nuove potenzialità urbanistiche, non si tratta di vendita ma di speculazione immobiliare». L’ex presidente della Regione attacca: «In quell’area», dice Pili, «prima che venisse la giunta Soru era permessa solo la manutenzione ordinaria e straordinaria. Dopo la delibera dell’agosto 2004 è stata inserita la ristrutturazione (demolizione e nuovo assetto architettonico); con il piano paesaggistico un ulteriore incremento volumetrico del 25% e con la legge «sbloccacantieri» Funtanazza non è più un bene identitario». Pili rilegge l’Accordo di programma recepito dal Comune di Arbus: «Prescrive che entro quattro mesi debbano essere chieste le concessioni edilizie e i lavori conclusi entro 5 anni. Tempi scaduti e perciò quel bene non è più di Soru ma del comune di Arbus. Gli annunci di vendita sono una costante funzionale solo per risparmiare con le agenzie immobiliari: quei titoli sui giornali valgono come un annuncio immobiliare. E allora Soru non deve vendere ma restituire: sarà il comune a scegliere l’imprenditore con un bando pubblico trasparente». Il sindaco di Arbus, Raimondo Angius, è seriamente preoccupato: «La nostra comunità non può vedersi scippata un’iniziativa di sviluppo assolutamente in regola con le norme del Ppr solo per le accuse strumentali, false e tendenziose fatte dal Centrodestra che, tra l’altro, nel 2003 aveva deliberato, senza sentire gli organi consiliari sei aree Sic che, aggiunte alle servitù militari di Capo Frasca, ci hanno vincolato tutto il territorio». Il sindaco di Arbus rivendica «il diritto allo sviluppo. E per noi Funtanazza è una risorsa: dobbiamo evitare che diventi un rudere». Al centrodestra che sostiene: la proprietà non è di Soru ma del Comune, Angius ribatte: «Se fosse vero avrei già fatto valere i nostro diritti. Ma non è così e dirò di più: se Soru fosse stato uno speculatore si sarebbe avvalso dell’Accordo di programma elaborato dalla giunta Palomba, ne avrebbe avuto tutto l’interesse perché avrebbe avuto a disposizione 70 mila metri cubi in più. Invece non ha recepito quell’accordo».
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