Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Un milione di nuovi alberi per abbattere l’inquinamento
21/11/2008
autore: PAOLETTA FARINA
SASSARI. Un milione di nuovi alberi in tutta l’isola per abbattere le emissioni di CO2 e recuperare e riqualificare zone degradate, coinvolgendo Comuni, ragazzi delle scuole e Province. Si parte oggi, il 15 aprile si chiude, e rifioriranno anche otto strade, una per provincia, a suggellare l’operazione. Il progetto è dell’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente di concerto con quelli degli Enti locali e della Pubblica istruzione. Presentato ieri a Cagliari, vedrà l’indispensabile partecipazione dell’Ente foreste e del Corpo forestale che metterranno i mezzi (le piante cresciute nei vivai, tutte specie autoctone, compresi alberi da frutta e - e questa è una assoluta novità - anche fichi d’india) oltre al bagaglio tecnico necessario. E’ il primo passo di un piano di più largo respiro che coniuga l’obiettivo di combattere l’inquinamento e di migliorare l’aspetto del paesaggio chiamando all’appello il maggior numero di soggetti possibili. Infatti, la meta da raggiungere è quella di tre milioni di alberi: a fare la loro parte verranno presto invitati anche l’industria isolana e il trasporto pubblico e privato, anche loro «inquinatori» che si vuole convertire all’ambientalismo. Ad illustrare i contenuti del piano sono stati l’assessore Cicito Morittu e la collega dell’Istruzione Maria Antonietta Mongiu. «Un milione di alberi - ha spiegato Morittu - significa assorbire l’anidride carbonica emessa da 40mila abitanti per l’utilizzo domestico dell’energia elettrica. Tre milioni significano neutralizzare le emissioni di una città come Sassari». Ma un milione di alberi significa anche azzerare tra le 17mila e 20mila tonnellate annue di CO2 emesse da cinquemila autovetture che, in un anno, percorrono in media diecimila chilometri in ambito urbano. Fiori e piante, quindi, possono contribuire al miracolo. Le scuole avranno un ruolo rilevante e agiranno nel solco di attività che già vengono svolte da anni con laboratori didattici e le ormai tradizionali feste degli alberi: «Parteciperanno - ha spiegato l’assessore Maria Antonietta Mongiu - 1.100 istituti per un totale di duecentomila studenti. Si parte dai bambini di tre anni fino ai ragazzi di 19 che seguiranno gli alberi durante la crescita». «Confido nel progetto, che è anche educativo - aggiunge Morittu - per una regione che è la prima in Italia per superficie boscata in rapporto al territorio: sono 1 milione 280mila gli ettari a bosco o macchia mediterranea. Questo patrimonio vogliamo incrementarlo e mi aspetto la collaborazione degli altri soggetti che, ciascuno per un terzo, contribuiscono all’emissione di anidride carbonica. Parlo cioè delle grandi industrie presenti nell’isola, come Enel, E.On e Saras che contatterò entro pochi giorni, e al sistema dei trasporti, che sarà l’ulteriore passaggio. Arst, Atp e le altre aziende di trasporto locali, ma anche, perché no, i grandi produttori di auto». Nel frattempo entro primavera scuole, cortili, aree urbane e di periferia, luoghi di pregio e anche strade sulle quali si muovono i flussi turistici avranno un nuovo look verde. Il progetto, adottato dalla giunta regionale il 5 novembre scorso proprio su proposta dell’assessore Morittu, ora prende gambe. Già oggi via internet saranno disponibili le schede sulle quali i Comuni e le Province, tramite Anci e Ups, potranno fare le loro proposte. Poi verranno individuati le zone e scelte le piante più adatte. E su questo fronte ci saranno delle sorprese. «Oltre a lecci, filliree (abaderru in sardo), corbezzoli, mirto, ginepri, e per le strade oleandri e ginestre di cui abbiamo già preparato le talee - spiega Carlo Murgia, presidente dell’Ente foreste -, metteremo a dimora anche perastri, fichi e fichi d’india. Una scelta, quest’ultima, motivata. Gli alberi da frutta sono un volano per la fauna: attirano insetti, uccelli e anche le martore che ne sono ghiotte. I fichi d’india, poi, hanno lentamente ridotto la loro presenza. Stanno scomparendo i filari caretteristici del paesaggio sardo e che tra l’altro rappresentano un rifugio dai predatori per conigli e lepri». Apprezzamento per l’iniziativa della Regione hanno espresso i rappresentanti di Province e Comuni. «Ha un valore importante anche rispetto alle prescrizioni del Protocollo di Kyoto per il contenimento delle emissioni di CO2 e per il loro assorbimento», ha affermato il vice presidente dell’Ups, Ignazio Congiu. E Tore Cherchi, presidente dell’Anci: «Sono certo che l’adesione sarà massiccia, noi sosterremo il progetto perché gli obiettivi si raggiungano presto e con successo».
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