Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Al Parco rimangono gli spiccioli

29/10/2008

autore: CATERINA FIORI

Casse vuote dopo l'esaurimento dei fondi Ue

È stato il presidente Antonello Usai ad anticipare che l'azienda sta mettendo in campo nuove progettualità anche se permangono i vincoli che mortificano l'attività in quanto è impossibile accedere ai fondi senza possedere la propria dote di finanziamento. Sono ancora le finanze e minare il parco di Porto Conte. L'azienda speciale ha concluso il programma Ceamat sostenuto con fondi comunitari Interreg e ora il futuro appare incerto. Negli ultimi tre anni sono stati spesi seicento mila euro per lo studio e l'osservazione dei fenomeni ambientali, per l'organizzazione di corsi specialistici, seminari, convegni e la divulgazione di materiale informativo. Tredici giovani hanno trovato occupazione anche se a tempo determinato. Adesso occorre sviluppare nuovi progetti, trovare ulteriori canali di finanziamento. Se ne è discusso sabato nel corso del convegno conclusivo dal tema "Porto Conte: mare, terra, flora e fauna. Un patrimonio di biodiversità. Aspettando il Decennale". L'ultimo appuntamento seminariale che ha avuto l'obbiettivo di tracciare un bilancio della corposa attività svolta dall'ente parco, impegnato soprattutto nelle attività di educazione ambientale con le scuole del territorio e anche con i turisti nel periodo estivo. È stato il presidente Antonello Usai ad anticipare che l'azienda sta mettendo in campo nuove progettualità anche se permangono sempre i vincoli finanziari che mortificano l'attività in quanto molto spesso è impossibile accedere ai fondi senza possedere la propria dote di co-finanziamento. A margine del meeting c'è stata la posa della prima pianta del "giardino delle essenze mediterranee" creato all'interno dell'area verde dell'ex colonia penale di Tramariglio. Una sorta di aula verde didattica per illustrare alle scuole e ai visitatori l'enorme patrimonio di biodiversità vegetale di cui è ricco il parco di Porto Conte. L'intervento si concluderà a metà del mese di novembre e anche questo è stato possibile grazie ai fondi del progetto comunitario. Il fine settimana intanto, è stato parecchio movimentato a Casa Gioiosa. Domenica, infatti, la sede del parco è rimasta aperta per le visite guidate e in tanti approfittando del sole si sono recati nell'ex colonia penale per scoprire la struttura a ferro di cavallo con i suoi quattromila metri quadrati di superficie suddivisi tra uffici amministrativi, locali per il comitato scientifico, sala convegni e foresteria. Il pezzo forte, ovviamente, sono le vecchie cellette intrise di storia carceraria. Entro la fine del mese si dovrebbe sapere pure il nome del nuovo direttore del parco. Il bando pubblico di selezione è scaduto lo scorso agosto e la commissione sta valutando la persona più adatta a ricoprire la mansione tra la settantina di domande pervenute. Il nuovo manager, in base alla copertura finanziaria disponibile, resterà in vigore appena sei mesi ma l'incarico potrà essere rinnovato per ulteriori tre annualità. Risorse permettendo. «Fino ad oggi il sottoscritto ha dovuto svolgere entrambi i ruoli - ha fatto sapere il presidente Usai - ma è arrivato il momento di lavorare ancora più sodo per far decollare in maniera certa e sicura la nostra area protetta».

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