Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Gli stagni restano ai pescatori
03/10/2008
autore: NICOLA PINNA
Foddis boccia il gestore unico del governatore
I pescatori di Cabras, Santa Giusta, Marceddì e S'Ena Arrubia accolgono con favore le rassicurazioni che Francesco Foddis ha lanciato dal Consiglio regionale: le concessioni per la gestione degli stagni, che scadono a dicembre, saranno tutte prorogate. Ci hanno ripensato tutti insieme oppure l'assessore regionale alla Pesca non si era messo d'accordo con il presidente della Regione. Comunque sia i pescatori di Cabras, Santa Giusta, Marceddì e S'Ena Arrubia accolgono con favore le rassicurazioni che Francesco Foddis ha lanciato dall'aula del Consiglio regionale: le concessioni per la gestione degli stagni, che scadono a dicembre, saranno tutte rinnovate. A una condizione: le cooperative che si occupano della pesca nelle lagune devono presentare un progetto di valorizzazione del patrimonio. Incredibile, azzerato quanto minacciato qualche mese fa dal governatore. «Le lagune non esprimono le loro potenzialità e occorre fare uno sforzo per valorizzarle - ha detto l'assessore regionale Francesco Foddis - Per questo le concessioni saranno rinnovate e i concessionari dovranno presentare un progetto di sviluppo definendo bene gli obiettivi».
LA DECISIONE La durata dei nuovi permessi ancora non è stata stabilita, ma la decisione ribalta le intenzioni del presidente Renato Soru che da Cabras aveva annunciato il progetto di affidare la gestione degli stagni a una società privata. La sorpresa è stata grande durante l'ultima seduta del consiglio regionale, quando l'assessore Francesco Foddis ha risposto a un'interrogazione del consigliere oristanese Oscar Cherchi. «I pescatori devono essere protagonisti della gestione ma anche i ricercatori devono essere coinvolti per garantire la sostenibilità ambientale delle attività - ha commentato in una nota il consigliere di Forza Italia - Per questo c'è bisogno di un costante monitoraggio delle lagune e di un piano per valorizzare le specie autoctone e creare aree di tutela biologica»,
I COMMENTI I pescatori sono tutti soddisfatti. «Il nostro consorzio ha le carte in regola per portare avanti il lavoro iniziato: i numeri sulla produzione ci danno ragione - dice il presidente del Consorzio Pontis, Giuliano Cossu - Abbiamo già qualche progetto per il futuro: un allevamento di cozze e arselle, le visite guidate per i turisti». D'accordo anche i colleghi di Marceddì: «Non sarebbe giusto rovinare una realtà costruita in tanti di lavoro - commenta il presidente del consorzio dei pescatori, Massimo Cau - In più c'è da dire che in questo momento, grazie al lavoro dello stagno, centoventi famiglie hanno un reddito: con una gestione di altro tipo non sappiamo cosa potrebbe succedere».
I PROGETTI Ma la Regione ora pretende che i pescatori presentino progetti di valorizzazione dei compendi ittici. «Noi lo abbiamo già fatto - ricorda Massimo Cau - Abbiamo in mente di realizzare un sistema di depurazione delle acque e anche un ittiturismo. Per investire c'è bisogno di certezze». A Santa Giusta, da due mesi, i pescatori hanno ricominciato a lavorare: gli scarichi fognari di Oristano sono stati deviati verso il depuratore consortile, le acque si stanno risanando e i pesci sono tornati nello stagno. «Noi ora stiamo ricominciando a pescare: se la concessione non sarà rinnovata per noi sarebbe un danno gravissimo - sostiene Tonino Muroni, presidente della coop dei pescatori di Santa Giusta - Penso che la Regione ha deciso di rinnovare le concessioni perché non era stato trovato un metodo adatto, l'assessore ha capito che i pescatori conoscono meglio gli stagni».
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