Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Carotaggi in mare, test sui sedimenti nel porto, davanti agli stagni e sui pesci

14/11/2006

Syndial parte con le controanalisi ambientali. Tecnici della facoltà di geologia marina di Bologna saranno impegnati per tutto novembre.
 
PORTO TORRES. Syndial affila le armi e dopo aver presentato un voluminoso dossier di risposta agli appunti del ministero dell’Ambiente, si appresta a predisporre una serie di accertamenti a mare davanti al porto industriale, alla collina dei veleni di Minciaredda e allo Stagno di Pilo. Controanalisi che dovranno poi essere confrontate con i test eseguiti dai periti del pubblico ministero Michele Incani che conduce l’inchiesta sull’inquinamento a Porto Torres.  I lavori di campionamento andranno avanti fino al 30 novembre, come previsto dall’ordinanza emessa nei giorni scorsi dalla Capitaneria porto di Porto Torres che ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Piero Arru, che assiste in questo procedimento penale i vertici della Syndial.  Sino a fine novembre l’Ismar, Istituto di scienze di mare-Geologia marina, di Bologna potrà effettuare prelievi finalizzati allo studio delle sedimentazioni del porto industriale, del tratto di mare prospiciente Minciaredda e Stagno di Pilo. Inoltre l’Ismar è autorizzata alla cattura di specie ittiche, operazione che ha richiesto anche rilascio delle autorizzazioni regionali poiché è in vigore il fermo biologico.  I tecnici dell’Ismar dovranno effettuare anche una serie di carotaggi, affidati a un palombaro professionista che opererà con l’appoggio di due imbarcazioni.  Una volta completate le campionature, occorreranno un paio di mesi per portare a termine le analisi. Analisi mirate all’individuazione delle sostanze inquinanti, la cui presenza era stata denunciata dagli accertamenti effettuati nell’ottobre dello scorso anno. In particolare le analisi dovranno cercare la presenza di cloroderivati, uno dei quali è componente di base delle diossine, ma anche solfuri, idrocarburi alifatici, aromatici e idrocarburi totali.  Sostanze che certamente sono presenti nel porto industriale vista la presenza del Pontile Liquidi della Syndial, dove vengono movimentate tutte le sostanze in entrata e in uscita dallo stabilimento petrolchimico, e visto il terribile incidente di due anni fa, quando esplose la chimichiera «Panam Serena», esplosione che innescò un incendio durato un paio di giorni, alimentato da centinaia di tonnellate di benzene. Ma il dato più rilevante sarà quello relativo alle concentrazioni delle sostanze inquinanti, vero punto nodale dell’inchiesta portata avanti dalla magistratura sassarese. Come saranno importanti i dati relativi alla presenza, sia in mare sia nei pesci, di metalli pesanti quali piombo, cadmio, ferro, manganese o mercurio, o di sostanze tossiche come arsenico e componenti di base del fenolo.  C’è attesa, e non solo in ambito giudiziario, per le analisi che saranno efettuate davanti a Minciaredda, una collina «artificiale» sotto la quale per decenni erano state sepolte tonnellate di veleni, scarti di lavorazioni industriali, olii combustibili esausti, gomme, lane d’amianto. Una collina tossica scoperta grazie al blitz di Gavino Sale e dei suoi indipendentisti ma che a Porto Torres molti conoscevano. Anche perché quella collina sorge a breve distanza dalla discarica incontrollata di sostanze industriali che aveva cancellato dalle mappe lo stagno naturale di Genano.

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