Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Produzione di rifiuti: Olbia al primo posto in Italia

09/09/2008

autore: Enrico Gaviano

La città gallurese guida la classifica 2007 con 1022 chili, distanziata Rimini con 899
 
OLBIA. Olbia diventa la capitale nazionale dei rifiuti. Ma non è una maglia nera, nè un passaggio di un testimone poco gradito da Napoli. Si tratta infatti della classifica riguardante le «immondizie» raccolte in 111 città italiane: il capoluogo gallurese ne ha messo insieme lo scorso anno una media di 1.022 chili per abitante. Nella graduatoria pubblicata ieri dal «Sole 24 ore», che ha utilizzato i dati Istat, Olbia precede Rimini (899 chili pro capite all’anno). La crescita dei rifiuti è parallela alla crescita costante della popolazione che, lo scorso anno, ha sfondato quota 50mila unità. Infatti, se nel 2002 i chili per cittadino olbiese raccolti in un anno erano 770, si è passati, con una crescita quasi esponenziale, agli 800 del 2004, ai 900 del 2006 sino agli oltre mille chili dello scorso anno. Che si tratti di un dato comunque positivo, segno di una situazione florida dal punto di vista economico ne sono convinti un po’ tutti, a cominciare dal sindaco Gianni Giovannelli che respinge l’ipotesi che la città sia invasa da abitanti abusivi . «Direi che questi numeri, invece, rivelano come il turismo sta crescendo, e parecchio. In una città dove si contano moltissimi ristoranti e alberghi, è chiaro che cresce anche la quantità dei rifiuti raccolti e trattati. Senza contare — sottolinea il sindaco —, che nel nostro comune ci sono anche porto e aeroporto». Questa enorme massa di rifiuti viene tenuta sott’occhio da due aziende: la De Vizia, che ha in carico l’appalto della raccolta, e il Cines, consorzio che controlla la discarica di Spiritu Santu, fonte di molte polemiche politiche. Antonio Deiana, responsabile olbiese della De Vizia, osserva soddisfatto. «Intanto mi fa piacere che anche il Sole 24 ore abbia parlato di rifiuti raccolti, significa che anche noi stiamo lavorando bene, e che non si parla di emergenza dalle nostre parti. Il numero elevato di tonnellate prodotte dalla città è certamente addebitabile al flusso turistico estivo. I numeri stanno a dimostrarlo. Infatti durante luglio e agosto si arriva quasi a raddoppiare la produzione giornaliera, sino ad arrivare al picco, come è avvenuto quest’anno, delle 270 tonnellate al giorno registrata intorno a Ferragosto». Per far fronte a una quantità così elevata, la società che ha sede ad Avellino, a Olbia deve mettere in campo un vero e proprio esercito. In estate, infatti, si toccano le 140 persone impiegate, mentre i mezzi in circolazione sono oltre 80. La prossima scommessa da vincere è la raccolta differenziata, in cui in città si arriva a raggiungere una percentuale del 36-37 per cento. «Intanto — sottolinea ancora Deiana — stiamo seguendo un programma con 45 ristoranti. Hanno i cassonetti numerati per l’umido, ognuno si cura il suo e noi, sei volte alla settimana, passiamo a ritirare. Questo progetto verrà presto allargato a tutti i ristoranti olbiesi. Nel frattempo puntiamo anche ad aumentare i cassonetti per la raccolta differenziata di carta, vetro, pile. Ora siamo a quota 270». C’è però, anche una piaga difficile da battere. Le discariche abusive. «Un problema cronico. Noi puliamo e, come avviene ad esempio in via Lecce — dice ancora Deiana —, puntualmente la discarica rinasce da zero. Si pensi che facciamo anche otto viaggi al giorno da 30 metri cubi di materiale ». Carichi che, peraltro, contribuiscono a tenere Olbia in vetta alla classifica nazionale dei rifiuti. «Ben venga questo primo posto — interviene Giovanni Maurelli, ingegnere e dirigente dei servizi tecnologici del Cines —. Perché significa che quì di turisti ne arrivano tanti. Dunque è una fortuna per tutto il territorio, anche se certamente c’è anche una percentuale di residenti non censiti. Con loro arriva anche un inevitabile aumento dei rifiuti prodotti, puntualmente registrati dall’Istat. Del resto questo aumento lo si può percepire anche dai consumi dell’acqua. Noi cediamo in estate il triplo dell’acqua, arrivando a 160 litri al secondo. A questa va aggiunta quella che viene immessa da Abbanoa. Per i rifiuti — conclude Maurelli — il discorso è quasi equivalente, visto che la quantità si raddoppia dall’inverno all’estate ». E i numeri confortano l’analisi di Maurelli. Nel 2007 le tonnellate mensili arrivate in discarica sono state 2774 in febbraio, toccano quota 3500 a maggio, sino ai picchi di luglio (4690 tonnellate) e agosto (4.996 tonnellate). L’estate dunque, a Olbia porta rifiuti e record nazionale in materia, ma anche tanti quattrini.


Chiavi di questa notizia: Rifiuti