Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Alla Regione l'Asinara e le torri costiere

11/09/2008

L'Isola dell'Asinara e tredici torri costiere entrano a far parte del patrimonio della Conservatoria delle Coste. Lo ha deciso la Giunta regionale con una delibera approvata ieri sera. L'esecutivo ha redatto «un primo elenco delle aree di conservazione costiera di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale che vengono affidate alla gestione integrata dell'Agenzia regionale Conservatoria delle coste, per le finalità ed alle condizioni previste dalla Convenzione di Barcellona, dalla normativa regionale, con particolareriguardo alle prescrizioni del piano paesaggistico, nonchè dalle norme istitutive e dallo Statuto dell'Agenzia». Il passaggio di affidamento dei beni di proprietà della Regione Sardegna avverrà tecnicamente entro 30 giorni.

LE TORRI Sono tredici e l'elenco comprende siti di alto valore storico: la torre di Sa Scafa (o della Quarta Regia) di Cagliari; torre del Prezzemolo di Cagliari; torre del Poetto di Cagliari; torre di Chia di Domus de Maria; torre di Piscinnì di Domus de Maria; torre de La Pegna di Alghero; torre di Santa Maria Navarrese di Baunei; torre di Capo Malfatano di Teulada; torre del Budello di Teulada; torre di Porto Scudo di Teulada; torre di Capo Mannu o de Su Capu di San Vero Milis; torre di Scala `e Sale di San Vero Milis; torre di Sa Mora di San Vero Milis.

LA CONSERVATORIA L'articolo 16 della legge regionale 2 del 2007, ha istituito la “Conservatoria delle coste della Sardegna”, un'agenzia tecnico-operativa della Regione, con "personalità giuridica di diritto pubblico”. L'obiettivo dichiarato è quello di "salvaguardare e tutelare gli ecosistemi costieri", ecco perché il compito della Conservatoria è quello della “gestione integrata di quelle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati e che quindi assumono la qualità di aree di conservazione costiera”. La gestione delle aree, si legge nella delibera di ieri, «deve avvenire con il coinvolgimento di tutti i responsabili delle politiche locali, regionali, nazionali ed europee e più in generale di tutti i soggetti che con le proprie attività influenzano le regioni costiere».


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