Rassegna Stampa
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Tuvixeddu, la Regione non molla Cualbu riprende i lavori sul colle ma Soru annuncia i nuovi vincoli
26/08/2008
autore: Cinzia Isola
Mentre le ruspe della Coimpresa di Gualtiero Cualbu riprendono a cigolare ai margini della necropoli di Tuvixeddu, anche la Regione riaccende i motori della macchina amministrativa. Una sfida in volata per giocare, forse, la sua ultima carta. Quella del percorso “cautelativo e di salvaguardia” del colle che non ospita un semplice cimitero antico, ma la necropoli feniciopunico più grande del Mediterraneo. L'infinita telenovela del colle, archiviata per ora dalla sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, da ragione agli imprenditori, non lascia intravedere l'ultimo episodio all'orizzonte: impossibile riposare in pace sotto, e soprattutto sopra, terra. Alla polvere dei mezzi, che di primo mattino hanno rianimato il cantiere di via Is Maglias, potrebbe aggiungersi un nuovo polverone di polemiche dopo l'annuncio di Soru: la Giunta adotterà una delibera per emendare il disegno di legge, che dal 2005 giace in Consiglio regionale, sui criteri di composizione della Commissione regionale per i beni naturali, aggiornando il provvedimento alla luce delle ultime disposizioni in materia previste dal Codice Urbani. L'organismo dovrà decidere sui vincoli per l'area archeologica. Nella stessa seduta, la settimana prossima, la Giunta licenzierà una delibera per la sospensione cautelativa di 90 giorni dell'attività del cantiere della Coimpresa. Una richiesta motivata alla luce dei recenti ritrovamenti di oltre mille nuove tombe sia nel parco che nell'area esterna al perimetro individuato dal progetto. L'obiettivo dichiarato, anche ieri mattina nel corso della presentazione dei provvedimenti che la Regione intende portare avanti, è sempre quello di trovare una soluzione condivisa. Anche per questo il Presidente Soru ha convocato un incontro per giovedì prossimo invitando le parti in causa: il sindaco di Cagliari, il sovrintendente ai beni culturali e la società Coimpresa «Proponiamo l'incontro tra le parti per ricercare una soluzione più serena, condivisa e che tenga conto dell'interesse di tutti», ha ribadito il Governatore sottolineando che, anche recentemente, Coimpresa ha mostrato un atteggiamento di «chiusura totale nel considerare proposte diverse da quelle previste nel progetto». Nei novanta giorni di sospensione cautelativa, la Giunta guidata da Soru solleciterà l'approvazione del disegno di legge in Consiglio regionale per riprendere poi, nella commissione regionale per i Beni naturali, la discussione sui nuovi vincoli nell'area di Tuvixeddu. «Utilizzeremo tutti gli strumenti normativi per adempiere al nostro dovere di tutela del Parco archeologico», ha aggiunto il presidente Soru, anticipando anche eventuali iniziative di mobilitazione e coinvolgimento dell'opinione pubblica a favore della salvaguardia del colle. Mobilitazioni che già in passato avevano coinvolto le associazioni ambientaliste e comuni cittadini preoccupati delle conseguenze che il progetto edilizio avrebbe avuto sul prestigioso sito. Tra le preoccupazioni maggiori c'era quella che portava ad immaginare la necropoli e il futuro parco archeologico come un grande giardino condominiale per il complesso di edilizia residenziale che l'imprenditore Cualbu si appresta a realizzare intorno all'area archeologica. Accuse sempre respinte al mittente dal costruttore che, forte di due sentenze a lui favorevoli (prima il Tar e poi il Consiglio di Stato), non ha temporeggiato oltre è dato l'ordine di riprendere i lavori sul colle. E nonostante l'invito al dialogo di Soru, non c'è aria di disgelo tra le parti. Fredda la reazione di Giuseppe Cualbu, figlio dell'imprenditore, nonché amministratore delegato di Coimpresa: «Il provvedimento di blocco preclude ogni possibilità di dialogo: per rispetto istituzionale noi giovedì andremo alla riunione, ma il dialogo con la minaccia del provvedimento ha il sapore del ricatto. E Nuove iniziative coimpresa non cede ai ricatti». La tensione non sembra affievolirsi. Anzi: «Se la Giunta, giovedì, dovesse istituire il vincolo come ha detto Soru, ci tuteleremo nelle sedi competenti», annuncia Cualbu, «compresa quella penale».
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