Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Verifica delle fonti di inquinamento e sui prodotti della Nurra Controlli su pozzi e agroalimentare
29/10/2006
PORTO TORRES. Occorre andare all’origine dell’inquinamento della zona industriale di Porto Torres. Ma non solo: è necessaria una mappatura di tutte le produzioni agroalimentari del territorio per verificare eventuali rischi per l’uomo dovuti alla ricaduta di sostanze inquinanti fuoriuscite dalla zona industriale, termocentrale di Fiume Santo compresa, nella catena alimentare. E’ quanto emerso dalla seconda riunione del tavolo tecnico che si è tenuto ieri nella direzione generale dell’Asl di Sassari. Gli esperti riuniti attorno al tavolo, coordinato dalla dottoressa Teresa Marras dello Spresal (Servizio prevenzione sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Asl n. 1, in base alle informazioni raccolte ed esposte da ciascuno, hanno definito la necessità di individuare le fonti primarie dell’inquinamento attuale, assodato che ancora oggi sul territorio della zona industriale di Porto Torres persistono aziende che inquinano. Il tavolo tecnico quindi ha proposto di avviare un monitoraggio dei pesci e del pescato, oltre a uno studio delle acque potabili dei pozzi perché destinate all’alimentazione umana e animale. Il quarto obiettivo emerso prevede lo sviluppo di un piano di monitoraggio degli alimenti di origine vegetale e animale, prodotti nelle aree circostanti la zona industriale e soggetti alla ricaduta di inquinanti. Per ultimo, ma non meno importante, il tavolo degli esperti ha sollevato la necessità di avviare un’indagine sullo stato di salute e l’esposizione a rischio dei lavoratori delle industrie dell’area turritana. Uno studio che farebbe seguito alla prima indagine epidemiologica, voluta 5 anni fa dal Comune di Porto Torres, e al secondo screening predisposto (su diversi parametri di indagine) dall’assessorato regionale alla Sanità. I punti così individuati dal tavolo tecnico dovranno poi essere sottoposti al tavolo tecnico politico regionale, nonché agli assessorati all’Ambiente, all’Industria e Sanità. Anche la riunione di ieri, come quella del 14 novembre scorso, ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei comuni di Porto Torres e Sassari, dell’amministrazione provinciale e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. All’incontro hanno partecipato anche i responsabili del diversi dipartimenti della Asl che si occupano di sicurezza alimentare, igiene e salute pubblica e sicurezza sui luoghi di lavoro. Intanto, questa mattina, la federazione provinciale di Cagliari di Alleanza Nazionale terrà un sit in in via Roma, sotto la sede del Consiglio regionale, «per chiedere agli assessori alla Sanità e all’Ambiente chiarezza sulla grave emergenza ambientale causata dall’inquinamento da diossina che si registra intorno agli stabilimenti Syndial di Macchiareddu e di Porto Torres.
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