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Tuvixeddu:Belle parole ma musica stonata

08/10/2008

autore: Ufficio Stampa


Dopo l’incontro con il ministro Bondi la questione Tuvixeddu rimane aperta e problematica. Come prima.

Nel comunicato diffuso al termine dall’ufficio stampa del dicastero si legge “si è concordato sulla necessità di prestare massima tutela all’area” .
Belle parole certo, ma il ritmo è sbagliato. Nel senso che la “massima tutela” arriverà, se arriverà, solo dopo la risoluzione delle trattative tra Regione e Coimpresa. Come dire: prima risolvete dal punto di vista amministrativo, poi parleremo del punto di vista della tutela dell’ambiente. Esattamente il contrario di ciò che Legambiente si aspettava da un ministro dei Beni culturali. Che la questione Tuvixeddu doveva guardarla proprio da quel punto di vista. Agendo subito. Il dovere del Ministro sarebbe stato quello di usare gli strumenti conferiti al proprio dicastero per la tutela dell’ambiente. Meno gli si addice il ruolo di semplice osservatore super partes di una trattativa di difficile soluzione.
La parte che doveva giocare, non c’è dubbio,  era quella della tutela di Tuvixeddu, la cui importanza è stata già riconosciuta anche dal Ministero che regge.
In mano aveva gli strumenti per farlo, ovvero riconoscere “la dichiarazione di preminente interesse pubblico del complesso paesaggistico e culturale di Tuvixeddu e Tuvumannu”.
Con questo atto avrebbe messo da subito in tutela Tuvixeddu e allo stesso tempo avrebbe, allora sì, facilitato davvero la trattativa tra Regione e Coimpresa.
Caro Ministro, era così difficile fare il suo mestiere senza stonature?
La Legambiente, considerate queste premesse,  solleciterà il già richiesto incontro con il Ministro Bondi