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No alla chiusura delle scuole nei Piccoli Comuni

06/05/2008

autore: Ufficiostampa


La denuncia di Legambiente e ANCI
La Finanziaria 2007 ha tagliato le risorse destinate all’organico della scuola e questa contrazione dei finanziamenti rischia di far “fallire” molte strutture scolastiche, soprattutto nelle regioni meridionali e nei piccoli comuni.
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Vincenzo Tiana - Presidente di Legambiente Sardegna

”Domenica 11 maggio 2008 riproponiamo “Voler bene all’Italia”,  la festa nazionale per la valorizzazione dei Piccoli Comuni Italiani, una grande giornata di festa per promuovere e far conoscere paesaggi e natura, saperi e sapori e l'autentica ospitalità di questi luoghi e di queste comunità. Sarà l’occasione per richiamare ancora una volta l’attenzione di istituzioni e opinione pubblica su questi luoghi e per celebrarne la vitalità e lo spirito d’accoglienza e d’iniziativa.
Depositarie della quasi totalità delle produzioni italiane di qualità e del capitale umano che ne costituisce il valore aggiunto, queste comunità si candidano come sedi privilegiate di quello sviluppo produttivo locale legato alla cultura, che da più parti è indicato come il futuro dell’economia italiana.
La giornata del 9 maggio sarà dedicata in particolare alle scuole dei piccoli comuni con la realizzazione di gemellaggi, visite guidate e tante altre iniziative di promozione dei tesori del territorio, svolte dalle scuole in collaborazione con i nostri Centri di Educazione Ambientale.
Legambiente e ANCI, che fanno parte del comitato promotore dell’iniziativa, vogliono in questa occasione, manifestare la propria preoccupazione per la chiusura di molte scuole che operano nei piccoli Comuni della Sardegna, a seguito della Finanziaria 2007 e della Circolare Ministeriale 19/2008.
La chiusura di una scuola in un piccolo Comune equivale alla chiusura del Comune stesso.

Franca Battelli,  responsabile del settore Scuola e Formazione di Legambiente Sardegna

“Grave la situazione per alcuni Comuni, soprattutto di piccole dimensioni, a seguito dell’applicazione della circolare n. 19 del 1 febbraio 2008 sulle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2008-2009. La chiusura delle scuole dei  comuni più piccoli avrà severe ripercussioni sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza stessa di queste comunità, così importanti sia dal punto di vista culturale che per la coesione sociale. Le scuole infatti, oltre ad essere un essenziale servizio che contribuisce alla permanenza abitativa di famiglie e giovani generazioni, sono anche un importante, ed a volte unico, presidio collettivo educativo e culturale.
Segnaliamo la situazione drammatica  in cui versa la scuola in Sardegna,  per gli ulteriori tagli degli Organici per l’a.s. 2008/2009, soprattutto nell'area vasta-metropolitana di Cagliari e nei territori di Oristano e Nuoro. Questi tagli, come tutti quelli degli scorsi anni, non tengono nel giusto conto la situazione peculiare della Sardegna, con la sua utenza scolastica estremamente frazionata sul territorio. Nella sola provincia di  Nuoro sono state soppresse le ultime sezioni di scuola dell’infanzia di 5 piccoli Comuni (Noragugume, Usassai, Onifai, Lodine, Onanì)
Sollecitiamo le istituzioni  affinché la razionalizzazione necessaria segua criteri meno sommari e sia fatta su territori omogenei, escludendo dal calcolo i piccoli comuni. Per questi territori, inoltre, auspichiamo che sia garantita la permanenza di almeno un corso funzionante in ogni scuola del primo ciclo e che si tenga conto, nella definizione dei contingenti provinciali, delle situazioni di disagio legate a specifiche situazioni locali. Le scuole nei Piccoli Comuni  possono essere scuole piccole, ma non possono essere deboli. Devono operare nelle condizioni migliori, questo significa che non deve essere applicato l’innalzamento del rapporto alunni-classe previsto dalla Finanziaria. Più istruzione per tutti, la scuola come strumento importante per costruire l’identità dei nostri giovani e per assicurare loro una maggiore fiducia nel futuro. Questo il percorso che si dovrà intraprendere, e i risultati saranno sicuramente migliori se ad affrontarli saranno i Comuni e le scuole insieme, con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale dei nostri territori.”

Renzo Ibba - Referente Regionale ANCI, Coordinatore Consulta Regionale Piccoli Comuni

“Le scuole dei Piccoli Comuni rappresentano un investimento per il futuro e un contributo per la modernizzazione del Paese. La riduzione degli organici del personale docente statale determinerà la soppressione di alcuni plessi scolastici e l’accorpamento di altri, arrecando un grave danno alle piccole realtà locali. In alcuni casi, queste realtà non sono neppure consultate, pur rientrando tra le competenze degli Enti Locali le determinazioni su aggregazione, fusione e soppressione di scuole. Nei piccoli Comuni, la soppressione di sezioni e la chiusura di scuole costringerà le amministrazioni locali ad istituire servizi di trasporto scolastico i cui costi, per le sempre più esigue risorse dei bilanci comunali, saranno difficilmente sostenibili. A tutto ciò si aggiunge il disagio per bambini e famiglie.
Soprattutto nei Comuni minori la scuola spesso rappresenta l’unico luogo di aggregazione e di crescita culturale per l’intera comunità, e costituisce l’ultimo baluardo contro la fuga verso le città e lo spopolamento di interi territori cui consegue inevitabilmente un impoverimento culturale ed economico dei luoghi stessi."


Legambiente e ANCI chiedono quindi che si sospendano temporaneamente le decisioni adottate e si proceda nel pieno rispetto delle competenze dei diversi ruoli istituzionali, concertando con ogni possibile flessibilità gli interventi territoriali da compiere, individuando così le soluzioni più appropriate e le alternative possibili.