Notizie

Altri edifici privati a poche decine di metri dalla necropoli?

23/03/2011

autore: Ufficio Stampa

LA GIUNTA COMUNALE – A POCHI GIORNI DALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO – INVECE DI ADEGUARSI AL PRONUNCIAMENTO APPROVA UNA VARIANTE IN DIREZIONE OPPOSTA ALLA TUTELA INDICATA E RECENTEMENTE RIBADITA DALL’OSSERVATORIO PARLAMENTARE SU TUVIXEDDU

La Legambiente Sardegna, appresa dalla stampa la notizia dell’approvazione della variante, ha immediatamente inviato una lettera a Regione Sardegna (leggi la lettera in pdf), Comune di Cagliari, e altri Enti segnalando forte preoccupazione per le implicazioni che il nuovo progetto comporterebbe e invitando le diverse istituzioni ad intervenire per quanto di propria competenza. In proposito si ricorda il seguente passo della succitata sentenza:
“Resta stabilito, quanto alla concreta ed autonoma disciplina di salvaguardia, che la regolamentazione definitiva dell’area è rinviata ad un’intesa tra Comune e Regione”.

Entrando in merito alla variante, per quanto fino ad oggi riportato sulla stampa, e nella consapevolezza che tale variante dovrà essere approvata in Consiglio Comunale e ancora passare per l’iter delle procedure previste, approvazioni tutt’altro che scontate (come si evince dall’odierna dichiarazione del Sovrintendente ai Beni Ambientali Gabriele Tola: “La sentenza del Consiglio di Stato impedisce qualsiasi intervento edilizio nelle aree che hanno il vincolo paesaggistico, sul quale soltanto noi possiamo esprimerci. Con due sole parole: tutto bloccato, mi riferisco al cemento. Tuvixeddu e anche Tuvummanu.”), si segnalano i punti a nostro parere più critici:

Lo spostamento dei volumi dalle zone del Catino e della Polveriera (i comparti F ed E3 prevedevano circa 30mila m3) alla zona di via Falzarego (comparto M):
Se così fosse, posto che l’edificazione nei comparti F ed E3 (lato via Is Maglias) era già stata bloccata dalla sentenza 538 del Consiglio di Stato, appare ancor più grave caricare tali volumi nell’area di via Falzarego di proprietà del Comune. Gli edifici si troverebbero – letteralmente - a poche decine di metri dalla necropoli fenicio-punica, e adiacenti al recente vincolo minerario, dove a maggior ragione dovrebbe sussistere la fascia di tutela condizionata. In un’area, fra l’altro, che durante gli scavi degli anni ’40 ha restituito importanti ritrovamenti (pavimento decorato con il segno della dea punica Tanit - attualmente sotto la scuola elementare) e che quindi meriterebbe ulteriori scavi archeologici e non certo edificatori.

La rimodulazione del comparto D (Via Is Maglias, fronte nuova Facoltà d’Ingegneria):
La destinazione dell’area era di “servizi generali” di pertinenza pubblica, già fortemente impattanti. Ora, si dice, “ospiterà residenze, uffici e negozi”. Una ulteriore variante sfavorevole all’interesse pubblico. 

In sostanza, tutta la variante non sembra prevedere, a nostro parere, alcun alleggerimento delle previsioni edificatorie del progetto originario andando semmai a gravare su due zone delicate e precedentemente destinate a servizi pubblici.