27/02/2008
autore: ufficio stampa
Legambiente scrive alle istituzioni per chiedere il blocco dei lavori nel cantiere di Viale Sant’AvendraceLa Legambiente nella giornata di oggi ha inviato una lettera al Ministro dei Beni Culturali e alle istituzioni competenti per chiedere il blocco dei lavori nel cantiere che sta operando in Viale Sant’Avendrace.Oggetto: Cantiere Cocco – Viale Sant’Avendrace.Siamo costretti a segnalare la ripresa dei lavori di edificazione in prossimità del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu a Cagliari. In un cantiere che opera nel versante del colle su Viale Sant’ Avendrace tra i numeri civici 35-55 operai e macchinari stanno nuovamente lavorando a pochissimi metri da tombe romane di immenso valore storico-culturale. Reperti di inestimabile valore sono di nuovo in pericolo dopo che una sentenza del Tar ha ritenuto illegittimi i vincoli posti dalla Regione Sardegna in ottemperanza del Piano Paesaggistico Regionale.Si tratta di un’area di alto valore archeologico; infatti sono chiaramente visibili sul costone delle tombe e cavità d’interesse archeologico. Tra le tante ci preme segnalare una tomba- mausoleo di epoca romana per cui questa Associazione già nel 1995 comunicava formalmente alla Soprintendenza, il suo ritrovamento. Il Circolo Legambiente Cagliari diede immediata notizia scritta del ritrovamento, alla Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano, dato il grave rischio di devastazione della tomba e le ricorrenti voci di edificazione del sito. Nel 1996, la stessa soprintendenza pubblicò una scheda preliminare dell’ipogeo, confermando l’importanza archeologica della stessa tomba, nota già nel ‘700, segnalata dal Canonico Giovanni Spano nel 1861 e da Pier Francesco Elena nel 1868 e pertanto inserendola nei beni da tutelare. Si può notare che l’opera di tutela è consistita nella chiusura dell’accesso con una muratura in attesa che venisse obliterata da un edificio di sei piani. Inoltre riteniamo particolarmente grave che sia stato concesso il nulla osta per consentire una costruzione immediatamente a ridosso dell’area archeologica e non sia stato fatto rispettare il vincolo archeologico di cui alla L. 1089/39.Tutto ciò premesso• chiediamo che la Regione applichi già da subito quanto previsto nella normativa del Piano Paesaggistico Regionale e cioè il divieto di attività edilizie in una fascia di 100 metri da tutte le aree archeologiche. Tale normativa è particolarmente importante e significativa per salvaguardare e mettere in luce l’immenso valore culturale dell’area di Tuvixeddu (1200 tombe visibili, oltre alle centinaia purtroppo cancellate dall’attività di cava).• chiediamo con urgenza il blocco dei lavori poiché anche la recente circolare esplicativa emanata dall’Assessorato Regionale Urbanistica chiarisce che la fascia di salvaguardia dei 100 metri prevista dalle norme di attuazione del PPR sono applicabili in presenza di perimetrazione cartografica dei beni identitari definiti dalle stesse norme di attuazione. Tale perimetrazione esiste sia per il vincolo archeologico diretto, che comprende il costone di Tuvixeddu latistante il cantiere in oggetto, sia il perimetro della tutela paesaggistica. Il cantiere in questione è, in ogni caso, situato all’interno della fascia dei 100 metri.In conclusione chiediamo a tutte le autorità competenti un intervento tempestivo al fine di bloccare l’alterazione dei luoghi e tutto quanto è possibile per tutelare e valorizzare l’area archeologica e paesaggisticaCagliari, 27 Febbraio 2008