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Portovesme: container con fumi acciaieria radioattivi
04/02/2011
autore: Ufficio Stampa
Legambiente: "Controlli inadeguati. E’ necessario alzare la guardia, materiali così pericolosi non possono viaggiare indisturbati"
“E’ incredibile che un carico di materiale così pericoloso abbia viaggiato indisturbato fin qui. E’ evidente che il livello dei controlli sulla filiera dei rifiuti speciali è assolutamente inadeguato soprattutto per quelli più pericolosi come i radioattivi. Si tratta di un episodio molto grave dal momento che per l’utilizzo dei fumi di acciaieria, nel ciclo produttivo della Portovesme S.r.l., era stata disposta a suo tempo una specifica deroga alla legge regionale, a patto di un rispetto rigoroso della normativa sui rifiuti speciali”.
Così il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, commenta il caso dei container con fumi di acciaieria contaminati da materiale radioattivo, arrivati nei giorni scorsi nello stabilimento della Portovesme srl (Sulcis-Iglesiente).
Legambiente ricorda che le polveri di abbattimento fumi sono tra i rifiuti più trafficati illegalmente dalle ecomafie e dalla criminalità ambientale. La loro pericolosità, infatti, implica un costo di smaltimento molto elevato che alcuni industriali senza scrupoli tentano di aggirare affidandoli ai trafficanti di veleni che operano nel nostro Paese. Come riportato nel rapporto Ecomafia 2010 la Sardegna, con 280 infrazioni accertate, 344 persone denunciate e 104 sequestri effettuati è sempre più esposta al traffico dei rifiuti con un trend in crescita che la vede al settimo posto nella classifica delle regioni a livello nazionale.
“E’ necessario – conclude Tiana - aumentare il regime dei controlli rispetto all’ingresso dei rifiuti in Sardegna adeguando i porti con le migliori tecnologie disponibili e rafforzando le strutture preposte alle ispezioni ambientali”.
L’Ufficio stampa Legambiente