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Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente: premiata anche una azienda sarda
15/12/2010
autore: Ufficio Stampa
Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente.
La Green Economy delle aziende del Sud
Il prestigioso riconoscimento promosso da Legambiente e Confindustria
compie dieci anni e premia le aziende vincitrici del Sud
tra queste anche una azienda sarda
la Essedi Srl “EDILATTE” di Guspini
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Green economy a sud. Riflessioni e storie sul Meridione che ce l’ha fatta”: questo il titolo del convegno che si è svolto a Napoli durante il quale sono state segnalate e premiate le aziende del Sud che hanno partecipato al
Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2010 che giunge quest’anno alla sua decima edizione. Sono stati ben 230 i progetti in tutta Italia che hanno partecipato quest’anno alla selezione. Ciò significa che, nonostante le difficoltà, il paese reale si muove. Le imprese più lungimiranti, utilizzando nuove tecnologie, sono riuscite a collocare beni in segmenti nuovi di mercato o a realizzare maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse.
Tra le aziende premiate a Napoli nel corso del convegno sulla Green Economy anche un progetto proveniente da una azienda del comune di Guspini in Sardegna la ESSEDI S.r.l. con “EDILATTE”, già vincitrice dello stesso premio nel 2008 con il progetto “EDILANA”
I temi scelti per questa edizione del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente sono 4:
- Ciclo chiuso delle risorse e nuovi materiali. Dedicato alle imprese che hanno ridefinito i loro processi produttivi migliorandone l'efficienza energetica o adoperandosi per la riduzione delle emissioni di CO2; che hanno avviato il riutilizzo di scarti di processo in maniera innovativa; brevettato e avviato la produzione di materiali sostitutivi non pericolosi; attivato sinergie con il territorio per l'acquisizione delle materie prime e delle conoscenze.
- La filiera delle energie rinnovabili. Categoria dedicata agli innovatori e alle imprese che, congiuntamente all'installazione e alla gestione di impianti di energia da fonti rinnovabili, producono e/o implementano in Italia tecnologie, prodotti e processi per la generazione di energia da fonti rinnovabili con alto contenuto di innovazione. In particolare l'attenzione è stata rivolta a quelle aziende che investono in attività di ricerca e innovazione industriale con l’obiettivo di individuare, sviluppare e industrializzare prodotti, processi e servizi nella filiera delle rinnovabili, utilizzando in maniera coordinata incentivi e risorse, nel pieno rispetto della legalità.
- Nutrire il pianeta, energia per la vita. Categoria dedicata alle aziende della filiera agro-chimica e della filiera agro-alimentare che hanno deciso di innovare attraverso investimenti in ricerca e tecnologie per la sostenibilità, che hanno fatto sistema con i diversi attori preservando la biodiversità, e in particolare che hanno investito nella tutela e nella qualità e sicurezza del cibo, che hanno innovato o avviato l'innovazione nel campo della conservazione degli alimenti utilizzando nuovi imballaggi e tecnologie.
- Abitare sostenibile. La sezione dedicata a materiali, tecnologie e soluzioni, servizi e sistemi che assicurano agli edifici una elevata qualità abitativa, e sostenibilità ambientale.
"Il successo del nostro premio, anche al Sud - osserva
Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente - é la prova che per la Green Economy la crisi ha rappresentato solo un rallentamento nella crescita. E' dunque da qui che inizierà la ripresa. Ci domandiamo quanto tempo ci vorrà perché il governo se ne accorga e scommetta, come fa l'Europa, in una Italia sempre più verde."
Il Sud ha le caratteristiche, le eccellenze, la capacità e le professionalità per accreditarsi come regione capofila e porta del Mediterraneo sulla Green economy e i risultati di questo premio testimoniano che il cambiamento è in atto.
Le ‘ecoindustrie’ da sole fatturano in Europa 319 miliardi di euro (2,5% della produzione complessiva): un incremento annuo dell' 8% che rende questo settore uno dei più dinamici del continente (fonte: Bilbao Declaration 2010). È anche sulla base di questi dati che la Commissione Europea, nell'ambito di “Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” si è impegnata a pubblicare nei primi mesi del 2011 un Piano d'azione per l'eco-innovazione; inoltre, una ricerca - di cui si è tenuto conto nella Strategia europea- sostiene che se si dedicasse il 3% del PIL dell'UE alla Ricerca & Sviluppo entro il 2020, si potrebbero creare 3,7 milioni di posti di lavoro e, nel 2025, un incremento annuo del PIL vicino agli 800 miliardi di euro (P. Zagamé 2010 - The Cost of a non-innovative Europe). In questo panorama sono comprese anche le aziende che fanno eco-innovazione in Italia. Come ci mostra l’IGE- Indice di green economy stilato da Fondazione Impresa, nella green economy non esiste divario tra Sud e Nord.
"La premiazione – ha affermato
Aldo Romario Fumagalli, presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di Confindustria - è un riconoscimento importante a tutte quelle imprese che, anche in un periodo di crisi come questo, hanno saputo innovare e investire in efficienza energetica. Un migliore utilizzo delle risorse e l’uso di energie rinnovabili, infatti, non solo permette di mantenere adeguati livelli competitivi, ma anzi di aumentarli ed individuare nuove occasioni di crescita aziendale. Il nostro paese – ha proseguito Fumagalli – ha una grande tradizione manifatturiera e non si può pensare di fare a meno delle nostre industrie. Ma è certo che la strada da seguire è quella di un’economia e di un’industria che siano sempre più attente allo sviluppo sostenibile, per continuare il percorso di eccellenza delle aziende italiane, protagoniste dello sviluppo del paese”.
“Questo premio – ha continuato
Cristiana Coppola, vice presidente per il Mezzogiorno di Confindustria – è lo specchio di quella che sarà l’imprenditoria di domani: attenta alla sostenibilità dei processi produttivi, al rapporto con il territorio, all’efficienza energetica, pronta a cogliere le opportunità di crescita e di business nei settori di punta dell’innovazione e a innovare in quelli tradizionali. Soprattutto per le economie più avanzate, quella della sostenibilità dello sviluppo sta diventando la sfida che non solo le imprese, ma i sistemi paese devono affrontare: lo hanno capito gli Stati Uniti, lo ha capito l’Unione Europea, con la strategia di Europa 2020, lo hanno capito i nostri principali competitor. Anche le imprese del Sud, che operano spesso in un contesto più difficile e complesso, hanno raccolto questa sfida e molte di loro riescono a ridefinire i propri processi produttivi proprio all’insegna della sostenibilità. Il premio che ricevono queste imprese è il segno di un cambiamento culturale e il nostro contributo a stimolare una sana competitività nel sistema industriale per il rilancio di un’area che è fondamentale per lo sviluppo dell’intero paese”.
Ideato da Legambiente, il Premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente. Il bando del Premio è, da sempre, aperto alle imprese, alle amministrazioni pubbliche, ma anche ai centri di ricerca, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini che producono beni o erogano servizi. Ai vincitori è stato assegnato il logo “Innovazione Amica dell'Ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al “Cigno” di Legambiente. Sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1200 progetti candidati nelle passate edizioni.
Scheda azienda:
Essedi Srl
Edilatte sono i primi prodotti di eccellenza per l’architettura free water e soil friendly, realizzati in Europa. I prodotti Edilatte sono free water, non hanno acqua aggiunta e nessun altro solvente. Ad esempio, nella linea pittura, il tinteggio di 91 mq si realizza con l’acquisto di una confezione di 3 kili scarsi di prodotto e non di 14 kili di prodotto come avviene comunemente. Oltre a non necessitare di acqua di solvenza per il confezionamento (che significa riduzione del 70% dei volumi di imballaggio e dei costi economici ambientali e di trasporto) comporta anche altri benefici, come l’eliminazione dell’effetto spolvero causa di rischio asmogeno che talvolta si riscontra soprattutto nelle pitture a calce dopo qualche tempo dalla posa. Questi sono anche prodotti soil friendly: se immaginassimo di sostituire fibre colori e additivi chimici con quelli naturali vegetali in scala industriale (in edilizia, nel tessile ecc.) dovremmo avviare coltivazioni talmente estese da creare una detrazione troppo consistente di suolo agricolo e di risorse idriche, gli ingredienti minerali vegetali animali sono ottenuti senza il consumo della montagna, del suolo e delle risorse idriche e senza coltivazioni. Utilizzano infatti solo eccedenze e surplus agricolo boschivo o sottolavorazioni (di latte, olio di oliva ecc.) altrimenti destinate ad uno smaltimento come rifiuti speciali con alti costi energetici. Il progetto si è concretizzato grazie allo scambio dei saperi, alla multidisciplinarietà delle competenze di tecnici di diversi ambiti (geologia, biologia, agronomia, ingegneria, architettura, musica, gastronomia, archeologia, chimica) alla sinergia tra imprese.
Tra gli ingredienti più utilizzati: latte di pecora, miele, olio di oliva, vinacce che si sostituiscono ai polimeri di origine petrolchimica additivi questi tra più usati in edilizia.