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Legambiente insieme ai lavoratori Vinyls chiede che alle parole seguano i fatti
07/12/2010
autore: Ufficio Stampa
Chimica, Ministro dello Sviluppo economico incontra operai Vinyls
Legambiente insieme ai lavoratori Vinyls chiede che alle parole seguano i fatti
“E’ positivo lo scenario prospettato dal Ministro Romani agli operai della Vinyls e ci auguriamo che alle promesse ora seguano i fatti”. Così Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna, commenta la visita del Ministro dello Sviluppo Economico Pierpaolo Romani agli operai cassintegrati della Vinyls all’Asinara, che da 285 giorni occupano l'ex supercarcere.
“Legambiente – aggiunge Tiana - in tutti questi mesi è stata al fianco dei lavoratori organizzando diverse iniziative, tra cui la festa del primo maggio, la Festa del mare e la visita di Goletta Verde ad agosto, il confronto tecnico-scientifico sulle prospettive della chimica in Italia con alcuni docenti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari, per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica regionale e nazionale sulla vertenza Vinyls. Attendiamo quindi fiduciosi la ripresa delle attività degli impianti e una nuova stagione per la filiera chimica italiana”.
L’Italia, per Legambiente, deve restare un presidio strategico della chimica europea, ma lo deve fare puntando sulla sostenibilità e sull’innovazione di processo e di prodotto sia per le grandi aziende, sia per la piccola e media impresa di settore.
L’associazione è assolutamente a favore di un futuro italiano per la chimica, minacciato, a suo avviso, più dall’assenza di strategia da parte del Governo e dalla pigrizia innovativa di diverse aziende piuttosto che dalla normativa ambientale o dalle pressioni del popolo inquinato. A patto che si mettano in campo azioni concrete sul territorio per una progressiva riduzione degli impatti ambientali. La nostra filiera del cloro è da tempo a rischio smobilitazione e rischia di trasferire i suoi impianti in Paesi meno esigenti sotto il punto di vista normativo, ambientale e sociale. Un rischio che non riguarda solo gli impianti del ciclo del cloro ma anche altre filiere della chimica italiana che faticano a competere sul mercato internazionale, “aggredito” dai Paesi con economie emergenti.
“Le gravi difficoltà vissute dalla chimica italiana - dice il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - non devono far pensare alla delocalizzazione degli impianti verso Paesi meno esigenti sotto il punto di vista ambientale e sociale, ma devono essere vissute come un’opportunità per rilanciare la competitività delle produzioni degli impianti italiani, scommettendo sulla chimica verde. Serve una forte e innovativa politica industriale da parte sia delle aziende chimiche e sia del Governo, che fino ad oggi non c’è stata, viste le condizioni in cui versa il settore nel nostro Paese”.
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