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Goletta Verde a Olbia per parlare di Aree Marine Protette e tutela della biodiversità
09/08/2010
autore: Goletta Verde
AMP di Tavolara - Punta Coda Cavallo esempio virtuoso da cui partire per costituire un sistema regionale dei parchi marini
Legambiente: "Regione ed Enti locali recuperino un nuovo protagonismo nel governo dei parchi marini sardi. Partire dalla Sardegna per creare una rete tra tutte le AMP del Mediterraneo e rilanciare anche il ruolo del Santuario dei Cetacei"
Così come si è inaugurato, il viaggio di Goletta Verde in Sardegna si conclude con una giornata dedicata alle Aree Marine Protette. Questa volta l'attenzione della storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont, si è focalizzata sull'esempio virtuoso dell'AMP di Tavola Punta Coda Cavallo, un caso che fa scuola e dal quale è possibile partire per istituire un sistema regionale di parchi marini.
Hanno parlato di biodiversità e AMP, in occasione della Tavola Rotonda che si è svolta sta mattina a bordo di Goletta Verde ormeggiata al Molo Brin di Olbia, Massimo Serafini, segreteria nazionale Legambiente; Vincenzo Tiana, presidente Legambiente Sardegna; Augusto Navone, direttore Area Marina Protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo; Gianni Giovannelli, Sindaco di Olbia; Giovanni Antonio Inzaina, Sindaco di Loiri Porto San Paolo; Antonio Meloni, Sindaco di San Teodoro; Marco Piro, assessore all'Ambiente del Comune di Olbia; e Franco Giuseppe Persenda, Comandante di vascello della Direzione Marittima di Olbia.
L'Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo si caratterizza per il rilevante valore naturalistico degli habitat sommersi, per la presenza di numerose specie animali e vegetali di interesse conservazionistico e per un paesaggio spettacolare che la rendono un'area di .rilevanza internazionale per la conservazione. Caso più unico che raro, inoltre, questo parco marino è gestito da un consorzio di Comuni di cui fanno parte le municipalità di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro e anche per questo rappresenta un modello di buona gestione da riproporre ed esportare anche altrove. In poco più di dieci anni di attività, infatti, l'AMP di Tavolara-Punta Coda Cavallo ha messo al proprio attivo azioni significative per la tutela del territorio e del mare, senza tralasciare progetti di ricerca, educazione ambientale e percorsi per la costruzione di un modello di turismo sostenibile, capace di coniugare la fruizione dei parchi marini con la salvaguardia della biodiversità. Un impegno riconosciuto anche da Federparchi, che nel 2010 ha tenuto proprio qui il suo congresso annuale.
"La realtà sarda delle aree marine protette - spiega Vincenzo Tiana, Presidente Legambiente Sardegna - si può considerare paradigmatica del sistema delle aree protette nazionali: un sistema ricco dal punto di vista territoriale, con situazioni d'eccellenza che si devono però più all'iniziativa del singolo ente gestore che all'operato dell'amministrazione centrale, titolare e responsabile ultima dell'attività di tutela e controllo su questi luoghi. Emblematico in tal senso il caso virtuoso di Tavolara, o per restare in Sardegna anche quello di Capo Carbonara. Esempi che dovrebbero fare scuola e dai quali si dovrebbe partire per costituire un sistema regionale di aree marine protette. Visto che in mare non ci sono confini, infatti, la tutela degli ambienti sommersi e della biodiversità marina si può realizzare solo mettendo in rete i parchi marini sardi con quelli italiani e non solo. Proprio in vista di questo obiettivo chiediamo a Regione ed Enti locali di recuperare un nuovo protagonismo nella gestione delle AMP, un patrimonio dal quale può e deve passare il futuro sostenibile e di qualità della Sardegna".
Lungi dall'essere un insieme di regole proibitive, fatta eccezione per aree poste sotto tutela intergale, i vincoli di tutela non impediscono di godere della bellezza dei parchi marini. Anzi. Spesso accade esattamente il contrario e nelle aree protetta è possibile non solo svolgere più attività, ma meglio, di quante se ne possano fare dove il mare non è protetto. Tanto che questa area marina protetta viene visitata ogni giorno da mille persone ed è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di subacquea, che negli ultimi dodici mesi si sono immersi in queste acque per 25 mila volte.
"Seppur in presenza di un esempio di gestione virtuosa da esportare a tutto il sistema italiano delle AMP - commenta Massimo Serafini, segreteria nazionale Legambiente - per una efficace politica di tutela del mare e della biodiversità marina resta ancora molto da fare. Non possiamo accontentarci di qualche caso virtuoso, ma dobbiamo rilanciare puntando ad estendere le aree tutelate, portandole più al largo e su fondali più profondi. Ma soprattutto, in un mare dal grande valore naturalistico e dalla grande fragilità come il Mediterraneo, la salvaguardia non può che passare per una rete integrata di parchi marini. In questo quadro le AMP della Sardegna potrebbero svolgere un ruolo di grande rilevanza e altrettanto potrebbe fare il Santuario internazionale dei Cetacei, che andrebbe rilanciato. Restano, purtroppo tutte le difficoltà legale alla storica carenza di risorse - in Italia i finanziamenti destinati alle AMP sono 6 milioni di euro annui, meno di quanto stanzia la Francia per il solo Parco regionale della Corsica - che non riescono neppure ad assicurare la gestione ordinaria delle AMP, tantomeno consentono la progettazione e la realizzazione di programmi straordinari.
Per uscire da questa situazione di impasse e restituire ai parchi marini il ruolo di risorsa strategica e opportunità di sviluppo di qualità per gli oltre 7 mila chilometri di costa del Belpaese, Legambiente chiede al ministro Prestigiacomo un cambio di rotta rispetto alla politica disattenta che ha caratterizzato questi primi anni del suo mandato. C'è bisogno di attenzione, governo, riordino normativo, ma soprattutto di risorse certe e adeguate per la buona gestione dei parchi marini italiani".
Legambiente chiede anche alla Regione Sardegna che ospita una buona quota di questo patrimonio, e a tutte le Regioni interessate dalle AMP, di recuperare protagonismo nella gestione di queste preziose risorse, di reclamare più ruolo e maggiori funzioni in una dinamica altrimenti delegata al dialogo squilibrato fra amministrazione centrale ed enti locali, di investire fondi necessari sia alla tutela di luoghi di straordinaria valenza naturalistica, sia a trasformarli in un'occasione di sviluppo di qualità per il territorio.
Per la tappa sarda Goletta Verde ringrazia il Circolo Nautico di Olbia.