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Piccoli Comuni: il futuro abita qui

06/05/2010

autore: Ufficio Stampa

Qualità, innovazione, buone pratiche, sostenibilità, attività culturali
nei centri minori del Belpaese

Domenica 9 maggio Realacci e Maroni a Scansano
“capitale della piccola grande Italia”

Un’iniziativa di Legambiente
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica


Usano fonti rinnovabili, differenziano e riciclano i rifiuti, producono Dop ed eccellenze enogastronomiche famose nel mondo, sperimentano buone pratiche per la tutela del territorio e della biodiversità, difendono il ruolo della cultura e dell’istruzione, attuano politiche concrete d’integrazione. Sono proprio i piccoli comuni a mostrare oggi le maggiori potenzialità del Belpaese, quella capacità tutta italiana di affrontare le sfide del futuro con dinamismo e saggezza.
Custodi di ricchissime tradizioni locali, di un patrimonio artistico impareggiabile ma anche, di fantasia ed energie spesso ignorate e di una qualità della vita invidiata in tutto il mondo, i piccoli comuni costituiscono una fonte di ricchezza per l’intero Paese. E’ questo quanto emerge dal dossier “La sfida dei piccoli comuni tra qualità e innovazione” presentato questa mattina da Legambiente per annunciare la festa di Voler Bene all’Italia, l’iniziativa che il 9 maggio coinvolgerà più di duemila borghi in tutta Italia per celebrarne i tesori storici e culturali, le eccellenze enogastronomiche, i mestieri e i saperi tradizionali tramandati alle nuove generazioni, le economie più solide del Made in Italy. A presentare la manifestazione, questa mattina alla Camera, erano presenti insieme ad Ermete Realacci, Presidente del Comitato Promotore di Voler bene all’Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Francesco Starace, Presidente Enel Green Power, Mauro Guerra, coordinatore nazionale Consulta Piccoli Comuni di Anci, Stefano Masini, responsabile ambiente Coldiretti, oltre al Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Organizzata da Legambiente insieme a Anci, Coldiretti, Symbola e un vasto comitato promotore di associazioni ed enti la festa sarà l’occasione per valorizzare le eccellenze di quella Piccola Grande Italia che merita di essere promossa e festeggiata per la sua quotidiana e infaticabile attività di tutela del territorio e della biodiversità, cura dei prodotti tipici, custodia delle tradizioni, dei sapori e delle culture, tutela del patrimonio artistico minore e di promozione delle nuove tecnologie, ma anche per il buon governo dei territori. Una grande giornata corale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, realizzata grazie alla collaborazione di Enel Green Power e dedicata alle bellezze del patrimonio italiano, realtà preziose che hanno contribuito alla storia e all’identità del Paese.

"Sarà un vero e proprio “Italian pride”: un modo per ricordare le cose che rendono unica l’Italia nel mondo. Non solo una festa ma anche l’occasione per valorizzare i tanti talenti dei nostri territori, per ricordare che la coesione delle nostre comunità è indispensabile anche per affrontare con successo la difficile crisi che stiamo vivendo”, afferma Ermete Realacci, Presidente Comitato Promotore della Festa Piccoli Comuni. “E’ da qui che possiamo ripartire per cambiare, con più attenzione alla giustizia sociale e all’utilizzo della sfida ambientale, per rilanciare la nostra economia, mobilitare le migliori energie, e trovare una missione comune per il nostro paese. Una missione che non può che partire dalle comunità e dai territori che anche per questo non possono essere impoveriti indebolendo i servizi essenziali come scuole, presidi sanitari e delle forze dell’ordine, uffici postali, piccoli esercizi commerciali, parrocchie. Da qui riparte la sfida del futuro.”

“Piccoli non vuol dire necessariamente fragili o marginali - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -, anzi se si è consapevoli delle sfide da affrontare e se si sanno cogliere le opportunità, a volte la dimensione ridotta e circoscritta può costituire un vero e proprio vantaggio. E’ questa la scommessa che sta vincendo la Piccola Grande Italia, che contrappone alla omogeneità e alla globalizzazione dei grandi centri urbani il rilancio della propria identità e della qualità del territorio, distinguendosi nelle produzioni tipiche del Made in Italy ma anche nei settori più moderni e innovativi della soft economy. Voler bene all’Italia vuole quindi accendere i riflettori su queste piccole grandi realtà capaci di indicare a tutto il Paese la direzione per un futuro più forte e pulito”.

Sono ben 5703 i piccoli comuni al di sotto dei 5000 abitanti, pari al 70,4% del totale dei comuni del Belpaese, roccaforti di identità e custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, che si confermano spesso come luogo privilegiato di sperimentazione in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti.

È proprio nei nostri centri “minori”, infatti, che si realizza la gran parte delle pratiche virtuose che consentono di soddisfare la domanda energetica e termica di energia pulita delle famiglie italiane. Su 6.993 comuni italiani che utilizzano fonti rinnovabili infatti, ben il 69% sono località con meno di 5 mila abitanti. Sono quindi 4.850 i piccoli comuni nei quali è installato almeno un impianto ad energia rinnovabile (erano 1.664 nel 2008), gran parte dei quali – attraverso un mix di impianti eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse - riescono addirittura a coprire l’intero fabbisogno energetico delle famiglie residenti.
Nello specifico, sono 4.540 i piccoli comuni che hanno installato sul proprio territorio almeno un impianto solare, termico o fotovoltaico, mentre il 55% di queste Amministrazioni possiede entrambe le tecnologie. 4.073 sono i borghi con solare fotovoltaico che soddisfano il fabbisogno di 112mila famiglie, evitando l’immissione in atmosfera di 168 milioni di kg di CO2. Tra i più virtuosi c’è Craco (Mt) che, grazie a 4.315 kW e una media di 5.420 kW ogni 1.000 abitanti, vanta la maggior potenza installata sia in termini assoluti che in relazione al numero di abitanti, seguito da Ottobiano (Pv), con una media di 3.920 kW/1.000 abitanti, e il Comune di San Pietro Mosezzo, con 3.784 kW/1.000 abitanti.
Con 2.505 presenze, anche i piccoli comuni del solare termico sono cresciuti di 825 unità rispetto al 2008 pur continuando ad essere concentrati soprattutto nel Nord Italia. La migliore prestazione la registra Fiè allo Sciliar (Bz), con una media di 1.152 mq ogni 1.000 abitanti e 3,.500 mq complessivi, seguito da Terento (Bz), con 1.145 mq/1.000 abitanti, e Don (Tn), con 1.035 mq/1.000 ab.
Anche nell’eolico i piccoli comuni giocano un ruolo da protagonisti: il 66% dei centri italiani in cui è presente almeno un impianto eolico ha meno di 5.000 abitanti, con il 69% del totale installato del nostro Paese. Grazie al vento i piccoli comuni sono in grado di produrre circa 7 milioni di MWh annui di energia elettrica, pari al fabbisogno di 2.850 famiglie, evitando di immettere in atmosfera circa 4.282.000 di kg di CO2. L’eccellenza in questo caso spetta a Sant’Agata di Puglia (Fg) con 97,2 MW, seguito dal Bisaccia (Av) con 93,6 MW e da Ulassai (Og) con 84 MW (Fonte: Comuni rinnovabili 2010 di Legambiente).

A festeggiare il ruolo d’avanguardia che i piccoli comuni svolgono nel settore dell’energia verde, c’è Enel Green Power, partner di Legambiente in Voler Bene all’Italia per il secondo anno consecutivo. La società di Enel tra i leader nel mondo nello sviluppo e gestione delle fonti rinnovabili partecipa quest’anno alla manifestazione con iniziative e stand all'insegna della sensibilizzazione a un uso più razionale dell'energia elettrica.

“Le energie rinnovabili – sottolinea Francesco Starace, Presidente di Enel Green Power - non sono solo a basso impatto ambientale, ma utilizzano al meglio le risorse presenti in ambito locale, con impianti distribuiti di piccola e media taglia. Per questo motivo si integrano molto bene con le diverse realtà comunali italiane ricche di risorse naturali quali acqua, geotermia, vento, sole e biomassa. Una sintonia confermata dai numeri: dei 6993 comuni italiani che utilizzano energia prodotta con fonti rinnovabili, ben il 69% sono piccoli comuni”.

L’eccellenza dei piccoli comuni sul fronte della sostenibilità ambientale si conferma anche nella gestione dei rifiuti. Tra le 1.284 Amministrazioni censite da Legambiente che hanno raggiunto i migliori livelli di raccolta differenziata infatti, il 53,8% è costituito dai centri minori. Tra questi, l'86,1% è collocato nel nord Italia, il 10,7% al sud e solo il 3,2% appartiene all'area geografica del centro.
Lombardia, Piemonte e Veneto sono le regioni dove è maggiore la presenza di comuni virtuosi, mentre a livello provinciale hanno fatto registrare numeri da record sia il Novarese (Piemonte) che il Cremonese (Lombardia), che vantano rispettivamente 61 e 60 piccoli comuni ricicloni. Seguono le provincie di Torino (Piemonte) con 54 piccoli ricicloni, Asti (Piemonte) a quota 49, Padova (Veneto) con 48 piccoli comuni virtuosi e Rovigo (Veneto) con 40.

Ma l’economia verde dei piccoli comuni ruota anche intorno a produzioni di qualità, basate sulla capacità di realizzare produzioni uniche come le tipicità locali, vero e proprio valore aggiunto delle economie locali. In questo i piccoli comuni sono speciali: il 94% presenta almeno un prodotto DOP e la maggior parte ne presenta più di uno.
E se alla fine del fine 2009 l’Italia ha registrato il maggiore incremento in Europa, con ben 20 denominazioni in più rispetto all’anno precedente, la maggior parte di tali prodotti appartiene alla tradizione di tanti piccoli comuni: dai borghi veneti produttori dell’Aglio Bianco Polesano e dell’Insalata di Lusia ai romagnoli con il Formaggio di Fossa di Sogliano, dal Limone Interdonato di Messina al Marrone di Caprese Michelangelo, un particolare tipo di castagna già conosciuta dagli Etruschi, apprezzata dal Maestro Buonarroti e oggi prodotta a Caprese Michelangelo ed Anghiari, in provincia di Arezzo.

La festa di Voler Bene all’Italia inizierà domani 7 maggio con una giornata dedicata alle scuole dei centri minori di tutta Italia per rilanciare l'importanza della salvaguardia dei percorsi formativi nelle piccole comunità e difendere il diritto ad una scuola di qualità anche nelle aree marginali, in montagna e nelle isole. L’appuntamento nazionale sarà a Fabbriche di Vallico (Lu), un comune protagonista di alcuni progetti innovativi per la scuola e per la pubblica amministrazione, come i sistemi di videoconferenza e lavagne interattive per mettere gli studenti in contatto con altri istituti del territorio. Ma la festa del 7 maggio coinvolgerà anche tanti altri presidi scolastici dei piccoli borghi dove gli studenti faranno da ciceroni ai loro colleghi di città per introdurli alle bellezze, alla storia e alle eccellenze del proprio comune e testimoniare il valore sociale e culturale della scuola nelle piccole comunità. Un gemellaggio educativo tra scuole dei centri minori e istituti delle grandi città promosso insieme all'iniziativa La scuola adotta un comune, con il duplice obiettivo di far conoscere agli studenti di città la realtà educativa vissuta dai ragazzi nei piccoli comuni e di superare l'isolamento culturale che spesso vivono i giovani studenti nei centri minori. Per saperne di più, o per conoscere le manifestazioni che si svolgeranno in tutta Italia, basta consultare il sito di Voler Bene all’Italia www.piccolagrandeitalia.it.

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