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1° MAGGIO E 2 MAGGIO ALL’ASINARA
30/04/2010
autore: Ufficio Stampa
PARCO NAZIONALE DELL’ASINARA
Il racconto del silenzio e del vento nell’isola della solitudine
Parco Nazionale Terrestre dal 1997: 5200 ettari e 110 km di costa, AMP dal 2002, Comune di Porto Torres.
L’identità: Caratteristica dell’Asinara non è tanto quella di essere bella, quanto quella di essere speciale. Un rapporto tra uomo e natura, difficile e sofferto, ha lasciato un territorio segnato come un importante e particolarissimo giacimento culturale. Il vento e il silenzio hanno dominato per secoli e ancora oggi sono la nota dominante del paesaggio. Ora l’Asinara è un parco. Dovrà costruire un futuro armonico tra fruizione e conservazione, mantenendo l’identità che la distingue.
La storia: Nel Cinquecento, è base di pirateria barbaresca. Il Castellaccio, che si può ancora osservare, veniva utilizzato come fortezza dal grande armatore Khizr Barbarossa di Algeri. Alla fine del secolo gli Spagnoli costruirono sui litorali una cinta di torri di guardia antibarbaresche, dislocate strategicamente a vista tra loro.
Nel settecento sotto lo stato sabaudo, l’Asinara si popola di pastori e pescatori. È feudo di Don Antonio Manca marchese di More. Vivono sull’isola circa 500 famiglie di origine sarda e ligure, ben integrate e dedite all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca, tra cui, quella del tonno.
Nel 1885 il governo di Umberto I delibera l’espropriazione dell’isola per la realizzazione di una Colonia agricola penitenziaria e di una Stazione Sanitaria con funzioni di Lazzaretto. Le famiglie residenti sono forzate a lasciare l’isola. Alcuni gruppi di pescatori si stabiliscono sulla costa vicina dando origine al borgo di Stintino.
Nel periodo della Grande Guerra l’isola visse il periodo più drammatico della sua storia per essere destinata a luogo di deportazione dei prigionieri di guerra.
Le ultime navi dei prigionieri avevano però portato il colera che si diffuse rapidamente tra i deportati, favorito dalle pessime condizioni di affollamento e di igiene, mietendo migliaia di vittime. Nel 1936 fu costruito un ossario per raccogliere i resti dei tanti morti sparsi nei cimiteri dell’isola.
Nella Seconda Guerra Mondiale la Stazione Sanitaria fu dismessa e occupata dalla Colonia penitenziaria che riprese il controllo dell’isola. Ma nel settembre del 1943, all’indomani del passaggio di alleanza dell’Italia dai Tedeschi agli Alleati, nelle acque dell’Asinara avvenne lo storico affondamento della corazzata italiana “Roma” ad opera dei bombardieri nazisti. Dopo la guerra, la Colonia penale è eletta a carcere duro dove isolare i detenuti ritenuti più pericolosi. Intanto intensifica la sua attività produttiva, giungendo a costituire un’azienda di buoni livelli produttivi. Nel 1997 per Decreto del Presidente della Repubblica l’Asinara diviene Parco Nazionale. La Colonia penale viene smobilitata. Ed è l’inizio di una nuova storia.
Il paesaggio: Lunga e stretta, ad andamento longitudinale; l’aspetto è quello del manto arbustivo di macchia bassa, intramezzato da vasti affioramenti rocciosi scistosi o granitici. Coste frastagliate e ricche dei paesaggi più vari. Il versante occidentale affacciato sul “mare di fuori” è caratterizzato da scogliere verticali a picco sul mare, di composizione prevalentemente scistosa. Lungo il versante orientale la costa è prevalentemente più bassa con andamento a rias.
Carcere diffuso in cento anni di solitudine: In un recente passato detenuti, agenti, famiglie, funzionari, educatori, preti formavano un inedito gruppo sociale e culturale, condizionato dalla vita dell’isolamento detentivo.
Lungo la strada che attraversa l’isola in senso longitudinale, s’incontrano i caseggiati che costituivano una sorta di carcere diffuso. Venivano chiamate “diramazioni”, strutture di lavoro e detenzione, adatte ad ospitare un piccolo nucleo di detenuti e agenti. Santa Maria e campu Perdu diramazioni dedite all’agricoltura, estese fin quasi al molo di Fornelli. La diramazione destinata alla produzione del vino era invece quella di Trabuccato. Una diramazione di orti collinari terrazzati, tra i più grandi e più belli dell’isola si trovava a Case Bianche. Nell’isola il lavoro era obbligatorio. I detenuti meno pericolosi, “sconsegnati”, avevano libertà di movimento sull’isola. Cala d’Oliva era il centro nevralgico della vita carceraria. Qui risiedevano la maggior parte delle famiglie degli agenti che avevano ottenuto una casa sull’isola.
Da vedere: A La Reale, il Palazzo Reale, ch e si nota in primo piano era sede di vacanza per i reali di Casa Savoia, realizzato per lo più nell’ultimo decennio del 1800 con un evidente influsso dell’architettura piemontese. Ad est del Palazzo Reale è presente un complesso costituito da un grande edificio sanitario. Oltre Palazzo Reale, la cappelletta austro-ungarica. Il paese di Cala d’Oliva è Localizzato all’interno di una ria, fu fondato nel Settecento da pescatori provenienti da Camogli. Era il centro abitativo della vita carceraria dove trovavano posto le strutture amministrative e direzionali ma anche la scuola, lo spaccio, le officine, il caseificio e gli alloggi per le famiglie degli agenti.
Le cale del versante orientale costituiscono per i visitatori gli elementi di maggiore attrazione. Cala Sant’Andrea (protezione integrale), con alle sue spalle uno stagno retrodunale, è considerata una delle spiagge più belle e un ecosistema di grande interesse naturalistico. Oltre la ria di Cala d’Oliva si protende Punta Sabina con diverse spiagge. La più bella è Cala Sabina (o Cala dei Ponzesi), spiaggia bianca dalle acque verde chiaro, che si può raggiungere a piedi da Cala d’Oliva. Cala Giordano è una piccola insenatura di colore rosa risultante dai depositi sabbiosi ricchi di resti organogeni.
Case Bianche, piccola diramazione che fino a pochi anni fa verdeggiava di orti, conduce nel paesaggio della foresta residua. E’ l’area di Elighe Mannu, unico bosco di lecci presente nell’isola. E’ un buon posto per l’attività di osservazione della natura. Dopo Elighe Mannu il sentiero s’inerpica fino agli oltre 400 metri di Punta Scomunica. E’ la cima più alta dell’isola idonea per una zoomata a grandangolo sul paesaggio.
LEGAMBIENTE - COMITATO DI LOTTA LAVORATORI DELLA VINYLS - COMUNE DI PORTO TORRES - PARCO NAZIONALE DELL’ASINARA - FEDERAZIONE NAZIONALE DEI PARCHI – ARCI
1°MAGGIO E 2 MAGGIO ALL’ASINARA: Ambiente e lavoro si incontrano all’Asinara
1° maggio 2010 - 12:00 Cortile della Diramazione Centrale – Manifestazione ‐ incontro di tutte le delegazioni con i lavoratori della Vinyls
- 12:30 – 16:00 Diramazione Centrale – Concerto con CORO DI NEONELI – ETNIAS ISTENTALES- VOLTI ESTRANEI;
- 13:30 – 15:30 Spiazzo retrostante la Banchina del Porto buffet-pranzo - a cura di Pro Loco di Sorso
- 15:30 escursioni guidate nel Borgo di Cala d’Oliva e a Cala Sabina; 16:20 Inizio partenze
2 maggio 2010 - 12:00 Cortile della Diramazione Centrale – Manifestazione- Incontro con i lavoratori della Vinyls;
- 12:30 – 16:00 Diramazione Centrale – Concerto di solidarietà con ENZO FAVATA E TENORES DI BITTI;
- 13:30 – 15:30 Spiazzo retrostante la Banchina del Porto buffet – pranzo- a cura di Pro Loco di Sorso
- 15:30 escursioni guidate nel Borgo e a Cala Sabina; 16:20 Inizio partenze
Collaborano: Pro Loco di Sorso– Associazione Sinuaria- Popolo Viola della Sardegna- Alcor- Lem- SaraD– Paradiso-