Notizie

SI al pacchetto 20/20/20 – SI al metano – NO al nucleare!

24/01/2010

autore: Legambiente



SI al pacchetto 20/20/20 – SI al metano – NO al nucleare!

- Stefano Ciafani     Responsabile scientifico Legambiente Nazionale;
- Vincenzo Tiana     Presidente Legambiente Sardegna;
- Giampaolo Mura   Università di Cagliari e Comitato Scientifico Legambiente Sardegna;

DICHIARAZIONI DELLA CONFERENZA STAMPA

DOPO IL VERTICE DI COPENHAGEN SONO DIVENTATI SEMPRE PIÙ STRINGENTI GLI IMPEGNI COMUNITARI RELATIVI AL PACCHETTO 20/20/20:

- RIDURRE DEL 20% LE EMISSIONI DI GAS A EFFETTO SERRA,
- RIDURRE DEL 20% IL CONSUMO FINALE DI ENERGIA,
- PORTARE AL 20% IL CONSUMO DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI RISPETTO AI VALORI DEL 2005.

LA SARDEGNA DEVE ASSUMERE DELLE SCELTE IMPEGNATIVE: ENTRO IL MESE DI MARZO DEVE INDICARE AL GOVERNO IL RUOLO DELL’ISOLA NEL PIANO NAZIONALE DEL 20/20/20.

LA CRISI DI TUTTO IL COMPARTO INDUSTRIALE RENDE SEMPRE PIÙ STRATEGICHE LE SCELTE ENERGETICHE.
IN TALE PROSPETTIVA LA LEGAMBIENTE RITIENE CRUCIALE IL RUOLO DEL METANODOTTO GALSI. PERTANTO CHIEDE ALLA REGIONE UN MAGGIORE PROTAGONISMO PER ACCELERARE IL PROGETTO DI REALIZZAZIONE DEL GASDOTTO ALGERIA-SARDEGNA-ITALIA (GALSI) CHE PUÒ ESSERE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER L’ISOLA AI FINI DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI IMPEGNI COMUNITARI.
E’ NECESSARIO MINIMIZZARE L’IMPATTO AMBIENTALE NELLA FASE DI COSTRUZIONE E DI GESTIONE E PREVEDERE UN GRANDE PROGETTO DI VALORIZZAZIONE AMBIENTALE DEI TERRITORI ATTRAVERSATI.
LA LEGAMBIENTE SI ATTIVERÀ PER LA COSTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE PER IL CONTROLLO DEL PROGETTO IN TUTTE LE SUE FASI.
E’ RICHIESTO UN INCONTRO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ED AGLI ASSESSORI COMPETENTI PER DISCUTEREIL DOCUMENTO SUL GALSI CHE SI RIPORTA DI SEGUITO

Il progetto di realizzazione del Gasdotto ALgeria-Sardegna-Italia (GALSI) può essere una grande opportunità per l’isola ai fini del raggiungimento degli impegni comunitari relativi al pacchetto 20/20/20: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, ridurre del 20% il consumo finale di energia e portare al 20% il consumo di fonti rinnovabili rispetto ai valori del 2005. E’ necessario minimizzare l’impatto ambientale nella fase di costruzione e di gestione e prevedere un grande progetto di valorizzazione ambientale dei territori attraversati. La Legambiente si attiverà per la costituzione di un osservatorio nazionale delle associazioni ambientaliste per il controllo del progetto in tutte le sue fasi.

Il gas naturale è una fonte fossile, come il carbone e il petrolio, dunque caratterizzata da disponibilità non illimitata ma con minori emissioni di gas serra e di altri inquinanti atmosferici. In relazione alle sue caratteristiche, il gas naturale è il combustibile privilegiato per l'alimentazione dei sistemi di conversione dell'energia ad alta efficienza e a basso impatto ambientale. In una fase di transizione verso un sistema energetico mondiale basato sulle fonti rinnovabili, il gas naturale rappresenta una efficace "soluzione ponte". L'impiego del gas naturale appare pertanto di estremo interesse ai fini del conseguimento degli obbiettivi previsti dall'Unione Europea nel recente "pacchetto clima-energia", meglio noto come “pacchetto 20-20-20”, attraverso cui l’UE mira, entro il 2020, a ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, ridurre del 20% il consumo finale di energia e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili rispetto ai valori del 2005. A tal fine, ogni singola nazione dovrà rispettare un suo specifico obiettivo nazionale. Per l’Italia è stato stabilito un obiettivo vincolante per le fonti rinnovabili pari al 17% dei consumi finali lordi di energia e un taglio del 13% rispetto ai livelli del 2005 delle emissioni di CO2 per i settori civile, agricoltura, trasporti. Tale impegno si traduce nell'obbiettivo di conseguire al 2020 un consumo finale di energia pari a circa 130 Mtep (a fronte dei 136,5 Mtep registrati del 2005), con un risparmio del 20% sui consumi tendenziali al 2020 (stimati pari a circa 160-165 Mtep) e del 25% sui consumi del 2005, con una produzione di energia da fonti rinnovabili di circa 22 Mtep (contro i 7,1 Mtep del 2005).
La programmazione delle politiche energetiche nazionali e regionali dovrà necessariamente tendere verso una forte promozione delle fonti rinnovabili e dell'uso razionale dell'energia. In tal senso, è indubbio che l'assenza del gas naturale determina attualmente per la Sardegna una condizione di svantaggio rispetto alle altre regioni italiane ed europee. In Sardegna, infatti, si ha una dipendenza per circa il 74-75% dei consumi dal petrolio, per il 22-23% dal carbone e per appena il 2-3% dalle fonti rinnovabili. Peraltro, la Sardegna è anche caratterizzata da una dipendenza energetica da fonti esterne superiore al 90% a fronte dell'85% circa dell’Italia e del 50% circa dell’Unione Europea. La diversificazione delle fonti di energia primaria appare pertanto necessaria per ragioni di sicurezza degli approvvigionamenti, di competitività e flessibilità del sistema produttivo e di riduzione delle emissioni inquinanti e di gas serra. La disponibilità del gas naturale in Sardegna rappresenta quindi un elemento di positività, in relazione a potenziali benefici quali:

  • Un minor costo dell'energia per le aziende, i privati e gli enti pubblici;
  • Una riduzione della dipendenza dal petrolio e una maggiore sicurezza di approvvigionamento;
  • Un impulso all’innovazione tecnologica con il ricorso a tecnologie energetiche più efficienti;
  • Una riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di gas serra;
  • Nuove opportunità di sviluppo occupazionale.
D'altro canto, la realizzazione di un'opera di tali dimensioni comporta anche inevitabili e significativi impatti paesaggistici ed ambientali, specie durante la fase di realizzazione. Oltre all'impatto derivante dalla posa in opera dei tubi e dalla realizzazione delle stazioni di arrivo a Porto Botte e di ripartenza a Olbia, occorre infatti considerare l'impatto ambientale durante la fase di esercizio (emissioni acustiche e atmosferiche della stazione di ricompressione, possibili fughe di gas, presenza della fascia di rispetto di 40 metri lungo l'intero tracciato, etc.). Peraltro, occorre tenere presente che il gasdotto arriverà sulla terraferma nel golfo di Palmas, con la realizzazione di una trincea nell’area delle saline di Sant'Antioco e che nell’attraversamento dell’isola dovrebbero essere interessati numerosi SIC. Inoltre, il nodo di Olbia, dove si prevede la stazione di ricompressione del gas (con una potenza installata di oltre 50 MW) è probabilmente un punto molto delicato dal punto di vista paesaggistico e ambientale.

Un altro aspetto di estrema importanza è rappresentato dalla valutazione di quelli che sono gli effettivi scenari di impiego della quota di gas naturale riservata alla Sardegna (2 miliardi di metri cubi all'anno). Gli impianti di generazione elettrica a gas naturale che potranno eventualmente essere costruiti in futuro dovranno andare a sostituire altri impianti oggi operativi, più inquinanti, e che dovranno essere contemporaneamente dismessi. In un’ottica di salvaguardia ambientale, di riduzione dei consumi finali di energia e di un crescente contributo delle fonti rinnovabili, questa sostituzione non potrà inoltre interessare tutto il comparto termoelettrico ma dovrà risultare soltanto parziale. Infatti, l’ipotesi di sostituire tutti gli impianti dismessi con altri impianti a gas di uguale potenza comporterebbe la nascita di un parco di generazione elettrica che non servirebbe al soddisfacimento del fabbisogno energetico della Sardegna, ma soltanto alla produzione di energia destinata ad essere utilizzata fuori dal territorio regionale.

Osservazioni conclusive
Nel complesso, la realizzazione del progetto GALSI è senz'altro auspicabile dal momento che i vantaggi ambientali appaiono prevalenti rispetto agli inevitabili impatti. L'analisi delle informazioni attualmente disponibili sul progetto GALSI consente di esprimere le seguenti considerazioni di sintesi:
  • Premesso che l'evoluzione delle politiche energetiche dovrà necessariamente tendere verso una più forte promozione delle fonti rinnovabili e dell'uso razionale dell'energia, coerentemente con gli obbiettivi previsti dal citato pacchetto 20-20-20, è indubbio che la disponibilità del gas naturale in Sardegna potrà apportare notevoli benefici quali un minore costo dell’energia, maggiori possibilità di innovazione tecnologica, minori emissioni, minori costi per la protezione ambientale e minore vulnerabilità del sistema in caso di crisi petrolifera.
  • I potenziali benefici indotti dalla presenza del gas naturale potranno effettivamente esplicarsi solo se gli utenti saranno davvero posti in condizione di poter fruire di questa risorsa. Allo stato attuale, tuttavia, il progetto GALSI prevede la sola realizzazione della dorsale principale, non comprende le diramazioni secondarie, ma soltanto la predisposizione di punti di possibile prelievo.
  • Risulta necessaria una accurata valutazione degli impatti ambientali, al fine di minimizzarne gli effetti e di introdurre le necessarie misure di compensazione nei diversi ambiti territoriali, che, allo stato attuale, non sembra siano state previste nei diversi accordi finora stipulati.
  • La dimensione dell’infrastruttura impone che la su realizzazione sia affiancata da un grande progetto di valorizzazione ambientale dei territori attraversati, che vada oltre le necessarie opere di minimizzazione dell’impatto nella fase di costruzione e gestione. La posa del metanodotto potrebbe essere accompagnata da un progetto di ricerca sullo stato di salute dei fondali, sulla biologia marina e sulle trasformazioni eco-climatiche del mediterraneo. La realizzazione dei terminali di approdo e di ripartenza nelle aree del golfo di Palmas, di Olbia e di Piombino dovrebbe essere seguita da specifici interventi di riqualificazione ambientale dell’ecosistema marino e litoraneo. Le emissioni relative alla fase di realizzazione del gasdotto potrebbero essere compensate secondo il principio di “azzero CO2” con un esteso intervento di forestazione che bilanci complessivamente la quantità di CO2 emesse.
  • Un aspetto di estrema importanza è rappresentato dalla valutazione degli effettivi scenari di impiego della quota di gas naturale riservata alla Sardegna. La quota in esubero rispetto ai consumi stimati per il settore civile e industriale (circa 700 milioni di metri cubi annui) potrà infatti trovare impiego nella realizzazione di futuri impianti di generazione elettrica, che siano però sostitutivi di altri impianti più inquinanti contemporaneamente dismessi. Inoltre, in un’ottica di salvaguardia ambientale e di un crescente contributo delle fonti rinnovabili, tale sostituzione dovrà risultare strettamente funzionale al soddisfacimento del solo fabbisogno regionale.
  • La Legambiente si attiverà per costituire un osservatorio nazionale delle associazioni ambientaliste, composto da una pluralità di specialisti, che già da subito svolga un esame attento di tutto il progetto generale e successivamente operi un controllo sulle fasi esecutive.
Scarica il documento in pdf qui