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Legambiente su Impianto eolico Is Arenas

06/10/2009

autore: Legambiente Sardegna

Legambiente Sardegna


LA LEGAMBIENTE RIAFFERMA IL RUOLO STRATEGICO ALLA PRODUZIONE
DI  ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI  CON UN RUOLO IMPORTANTE  PER  GLI IMPIANTI EOLICI  INSERITI IN MANIERA COMPATIBILE NEL TERRITORIO
 
IL PROGETTO  DI  IMPIANTO EOLICO DI  IS ARENAS  RISCHIA DI COMPROMETTERE UN AMBIENTE DI GRANDE PREGIO

La nostra associazione da anni è impegnata in prima fila per lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili: eolico, solare termico e fotovoltaico. In particolare per l’eolico abbiamo sempre insistito sulla necessità di assicurare agli impianti il massimo grado di compatibilità ambientale e paesaggistica. L'eolico, sul suolo e off - shore, deve essere realizzato, ma con criterio e contribuire a rispettare gli impegni sottoscritti dal nostro paese in sede europea contro la dipendenza energetica dalle fonti fossili.

Sappiamo quante difficoltà la produzione di energia da fonte eolica ha dovuto affrontare per affermarsi, da un lato per la opposizione da parte di alcuni gruppi e Enti Locali preoccupati per l’impatto paesaggistico e dall’altra perché in alcuni casi taluni operatori, in passato, hanno cercato d’imporre soluzioni invasive e in danno ai valori paesistici della Sardegna.
Entrando nel merito abbiamo esaminato con attenzione la documentazione riferita alla proposta di impianto eolico ad Is Arenas, unita ad una ampia consultazione ed accurati sopralluoghi da cui emergono le considerazioni che seguono:

1) A parte gli aspetti puramente ambientali, principalmente correlati alla enorme dimensione dell’impianto che appare “fuori scala” rispetto alla estensione della zona ed alla estrema vicinanza alla costa, l’intera operazione presenta altri aspetti poco chiari.

2) L'ubicazione dell'impianto eolico proposto ricade su uno specchio acqueo prospiciente un'area a vocazione prettamente turistica  e dalle caratteristiche ambientali di pregio quali il sistema dunale di Is Arenas inquadrato come area SIC, il monumento naturale di S'Archittu, l'isola di Sa Tonnara e la Cala di Su Pallosu.

3) Lo specchio acqueo richiesto in concessione per la realizzazione dell'impianto in oggetto è interessato per circa la metà della sua estensione da una prateria di posidonia oceanica di 850 ettari (8.500.000 metri quadri) sui quali insisterebbero 43 degli 80 generatori dell'impianti ognuno con diametro di 8 metri e fondazione con base di circa 100 metri quadri con evidente alterazione della continuità della prateria.  Per realizzare le fondamenta delle torri il fondale roccioso verrebbe letteralmente smantellato con danno molto elevato ai fondali a alle biocenosi presenti.

4) La Giunta Regionale con delibera del 28 aprile 2009 ha presentato proposta di ampliamento del'attuale SIC di Is Arenas nella zona a mare prospiciente per tutelare la prateria di posidonia oceanica (habitat prioritario per l'UE) su descritta, come evidenziato dalla planimetria elaborata della Provincia di Oristano.
5) Data la grandezza dell'impianto (80 torri),se venisse realizzato, verrebbe alterato un quadro paesaggistico con caratteristiche di pregio ricadendo proprio al centro del cono visuale di numerosi punti panoramici meta di cittadini e turisti.

6) La società IARE srl, richiedente concessione e proponente l'impianto, ha sede in Bosa (NU) ed è al 100% di una società (PARTNERCOM S.A.) con sede in Lussemburgo con amministratore unico residente al Principato di Monaco. Si tratta quindi di una società appositamente costituita per l’occasione nel maggio del 2009, con capitale sociale di appena 10.000 euro. I dubbi nascono dal fatto che appare poco verosimile che una società di questo tipo possa avere la necessaria solidità economica per sostenere un investimento da non meno di 400 o 500 milioni di euro e successivamente per realizzare e gestire un impianto di questo tipo. Appare invece molto più probabile che sia una delle tante società di ventura, nate con il semplice scopo di tentare di acquisire l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto da vendere poi al migliore offerente.

7) È, invece, un progetto che dal punto di vista delle prospettive del territorio rappresenta una compromissione: nessun beneficio (dato che non devono chiedere concessioni, niente affitti, niente royalties ai comuni), a fronte di rilevanti costi ambientali.

In conclusione, allo stato della documentazione esistente, il generale impatto ambientale  sarebbe consistente  sia per l’alterazione del  valore paesaggistico, contrastando con le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale per la fascia costiera.
Come associazione ambientalista abbiamo la responsabilità di sapere distinguere tra impianti ben progettati e ben inseriti nel territorio, e impianti mal congegnati, come questo, che rischiano  di provocare una forte avversione da parte dei cittadini verso una tecnologia che, se utilizzata sapientemente, può avere un ruolo strategico nel piano energetico regionale.
In sintesi, per i diversi ordini di motivi sopraesposti, la Legambiente Sardegna esprime una fondata e forte preoccupazione nei confronti dei possibili impatti dell’impianto.
Sottolinea come particolarmente grave il modo in cui il progetto è stato presentato e come viene portato avanti dalla Società Iare.


Legambiente Sardegna, nell’esprimere la propria contrarietà all’attuale proposta, chiede alle autorità competenti di intervenire per fermare la procedura di approvazione del progetto in modo da garantire trasparenza e informazione rispetto agli obiettivi e ai contenuti dell’impianto proposto, e la più attenta tutela del paesaggio sardo.