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Messina: Si paga il conto della cementificazione selvaggia

05/10/2009

autore: Ufficio Stampa Legambiente

Legambiente  Italia Nostra  WWF
La  immane tragedia  sia di monito al Consiglio Regionale della Sardegna

Martedi  6  ottobre alle ore 18
tutti a Cagliari in  via roma   davanti al consiglio regionale

Bastano pochi acquazzoni per provocare una tragedia. Il nostro Paese paga un altissimo prezzo per aver devastato il territorio con enormi e incontrollate colate di cemento. Esprimere tutta la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime non basta. E’ necessario insistere per risalire alle responsabilità e tornare sulla necessità di investire nella manutenzione del territorio. 
Lo scorso anno la tragedia per il maltempo si è avuta a Capoterra, ora a Messina, ma non c’è parte del territorio italiano che non abbia conosciuto nel tempo gli effetti della cattiva gestione del suolo, per cui queste tragedie erano previste.
Nei giorni scorsi i disastri di Budoni e San Teodoro ripropongono  con forza la questione del dissesto idrogeologico nelle aree più vulnerabili.Ma quel che è più grave, è che da nessuna parte appaiono positivi segnali di cambiamento.  
Addirittura nel piano casa in discussione in consiglio regionale si propone di rendere abitabili i seminterrati e premi di volumetria nelle aree più tutelate, con l’approvazione dell’articolo che premia appunto gli interventi nella fascia di tutela dei 300 metri.
In sostanza questo disegno di legge non è uno strumento temporaneo per concedere piccoli ampliamenti e tanto meno per dare abitazioni a chi non le ha, ma e’ il grimaldello con il quale chi oggi governa la Sardegna sta di fatto scardinando il piano paesaggistico regionale.


Legambiente Sardegna, Italia Nostra e WWF
invitano  associazioni   e  cittadini

ALL’ASSEMBLEA PARTECIPATIVA
MARTEDI  6 OTTOBRE  ALLE ORE 18 DAVANTI
AL CONSIGLIO REGIONALE  DI VIA ROMA

Non possiamo più aspettare. È necessaria una forte assunzione di responsabilità e una chiara volontà politica per cambiare indirizzo. Il disegno di legge sul Piano Casa è da rivedere radicalmente e modificare in nome dell’equilibrio idrogeologico, della sicurezza e della sostenibilità, e dall’unica, urgente e necessaria grande opera pubblica: la messa in sicurezza del territorio.

CHIEDIAMO AD ALTA VOCE  AL CONSIGLIO REGIONALE UNA DECISA SVOLTA CORRETTIVA NEL SEGNO DELLA SALVAGUARDIA.

per Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana;   per Italia Nostra Fanny Cao;   per WWF Luca Pinna