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Tuvixeddu: Legambiente scrive a Cappellacci

30/03/2009

autore: Ufficio Stampa

Gentile Presidente,

insieme a sinceri auguri per il suo mandato che speriamo tutti coinciderà con il benessere, non solo economico, dell'Isola, vorremmo chiederLe una riflessione sulla questione Tuvixeddu.
Lo facciamo anche a nome di tanti che desiderano, come Lei, Cagliari una città armonica capace di mettere d'accordo il proprio passato con il presente. La nostra città ha una storia che può essere letta in molti modi ma in essa c'è una costante sulla quale, immaginiamo, concorderà anche Lei. E' una città di sostanza conservatrice, governata tradizionalmente da una classe dirigente che è mutata di volta in volta ma si è identificata con i commerci e l'impresa che l'hanno caratterizzata forse sino dalla sua fondazione.
Cagliari ha conservato, pur alterandolo profondamente, un nucleo storico bello, mosso e originale. Il sito naturale, il golfo perfetto, i colli, conservano una grande bellezza. E tutti i viaggiatori hanno descritto per alcuni secoli questi due aspetti della città: i colli e i quartieri antichi.
Ma c'è un'osservazione di Antoine Valery che arriva in città nel 1834 sulla quale vale la pena di riflettere. Egli osserva, proprio davanti alla bellezza cupa di Tuvixeddu e ai tramonti africani che vede dal colle, come la città sia però torpida e poco interessata al sito. E tratteggia un ritratto psicologico di noi cagliaritani che ancora ha un suo valore perché le società non cambiano velocemente e conservano i loro caratteri.
Gli altri, non noi, conoscevano l'importanza della necropoli. E lentamente il colle è stato saccheggiato sino a fornire cemento e  la pietra per la ricostruzione della città. Ma ha resistito e ancora basta mettervi piede per comprenderne l'incanto.
Eppure sino ai primi anni del 2000, con timbri e bolli in ordine, hanno costruito brutti palazzi sopra i sepolcri dal lato di Sant'Avendrace, oscurando il panorama dal colle verso gli stagni.

Crediamo che, al di là di discussioni contingenti e di schieramenti, anche Lei sarà d'accordo nel considerare l'intero colle come un paesaggio unitario, così come, d'altronde, prevede il codice dei Beni Culturali.
Un'area davvero unica al mondo che, certo, Lei conosce ed apprezza.
Accade ora che un complesso di beni culturali così particolare  dipenda, nella propria salvaguardia, dalle sentenze dei tribunali amministrativi più che dal parere di studiosi qualificati e da disposizioni di tutela. Le procedure amministrative prevalgono sul merito delle questioni e questo vale anche per l'ultimo atto dell'impresa ricorrente che chiede il nulla osta, oltre che per le palazzine dal lato di via Is Maglias, anche per far sorgere parcheggi a valle e una strada a due corsie che diventerebbe di fatto una strada di scorrimento.
 
Tanto cemento e asfalto a ridosso della piccola area a cui verrebbe ridotta la necropoli non sarebbe un vanto per la città, La stampa nazionale e internazionale ha più volte sottolineato il rischio di un colpo mortale al sito e alla nostra immagine.

Gentile Presidente, sappiamo che probabilmente sulla metaforica questione Tuvixeddu sono a confronto due opposte visioni del mondo e della modernità. Un accordo è difficile anche solo a parole. Tuttavia le chiediamo di aiutare la discussione alla ricerca di una soluzione che tuteli i diritti dell'impresa ma anche quelli di chi è per la conservazione dell'intero colle.
Speriamo che Lei  sia tra coloro che conserveranno, proteggeranno e difenderanno ciò che di bello e importante è contenuto a Tuvixeddu che rappresenta un'allegoria perfetta di una modernità aggressiva che non riesce a trovare armonia con l'antico.

Certo Lei concorderà sul fatto che la "necessità di prestare la massima tutela all'area", sottolineata dallo stesso Ministro per i Beni Culturali e dal Sindaco di Cagliari, non preveda il sacrificio di una parte del colle.
Crediamo che per chiunque costituisca un grande stimolo l'essere ricordato come chi è riuscito a conservare le nostre radici e ha favorito la buona modernità.
Abbiamo davvero paura, e come noi tanti altri in questa città e non solo, di andare incontro ad un altro Poetto, ad un altro pezzo di paesaggio importantissimo che se ne va perché, dopo avere politicizzato la sabbia, ora stiamo rendendo di destra o di sinistra i sepolcri dei nostri antenati. Siamo profondamente convinti che vedere la complessa vicenda con vincitori e vinti non porterebbe vantaggio ad alcuno.

Le chiediamo, per questi motivi, un incontro per discutere una soluzione del pressante problema.
Le auguriamo ancora buon lavoro e Le rinnoviamo gli auguri sinceri per questi cinque anni di governo che La attendono.

 

 I più cordiali saluti,

Legambiente Sardegna                      Vincenzo Tiana
Italia Nostra Sardegna                       Fanny Cao
WWF Sardegna                    Luca Pinna
Social Forum Cagliari            Marino Cau
Studenti Universitari di Cagliari