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Legambiente ai candidati:“INDIETRO NON SI TORNA!”
29/01/2009
autore: Ufficio Stampa
LEGAMBIENTE SCRIVE AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI IN SARDEGNA E PRESENTA LE SUE PROPOSTE PER IL NUOVO GOVERNO DELLA REGIONE
In una lettera indirizzata ai candidati Presidenti e agli aspiranti consiglieri regionali la Legambiente propone dodici punti, stilati in un documento che riassume la volontà di non tornare indietro sulle politiche avviate in questi anni. La Legambiente ha richiesto ai destinatari del documento un tempestivo incontro per approfondire le questioni toccate.
Dodici temi utili a confrontare i programmi, per descrivere il futuro dell'isola che ci piacerebbe vedere. Dodici pilastri fondamentali per rispettare rigorosamente il patrimonio paesaggistico, storico e culturale dell'isola e contemporaneamente creare occupazione. Per rendere la Sardegna indipendente energeticamente dalle fonti più inquinanti come carbone e petrolio e aprirsi alle energie rinnovabili. Perchè la Sardegna sia un esempio per le regioni in Italia nel superare le quote indicate dalle direttive comunitarie in fatto di emissioni di Co2, risparmio ed efficienza energetica. Per migliorare agricoltura, trasporti e scuola. Negli ultimi anni la legislatura regionale si è caratterizzata per un’opera di innovazione, semplificazione e perseguimento di contenuti improntati a politiche di tutela del territorio che è necessario estendere e consolidare’ambiente, il paesaggio, i territori di qualità costituiscono le materie prime per il futuro della Sardegna e possono innescare un nuovo sviluppo. La Sardegna può competere in Europa se punta all’esaltazione delle risorse ambientali e paesaggistiche, cioè se punta sulla qualità e decide della “quantità” avendo sempre presente la capacità di carico dell’ambiente naturale. La filosofia sottesa alla tutela del paesaggio ed i nuovi scenari imposti dai cambiamenti climatici impongono alla Sardegna un potenziamento della strategia di sviluppo delle energie rinnovabili e di contenimento dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Partendo da queste brevi considerazioni vogliamo proporre misure ed azioni che possono contribuire a rafforzare la rotta nella direzione di uno sviluppo effettivamente sostenibile cioè uno sviluppo in grado di ridurre “ l’impronta ecologica” sulla nostra terra. Occorre cambiare molte cose se non vogliamo che nel XXI secolo il superamento dei limiti, oggi in atto, porti al collasso. Si tratta di una sfida mondiale che si gioca però in tutte le realtà locali iniziando dalla nostra isola.