Osservatorio sul G8 a La Maddalena



Nell’estate 2009 La Maddalena avrebbe dovuto ospitale il lavori del G8, incontro periodico tra i capi di stato delle principali potenze economiche mondiali che comportava l’arrivo e la permanenza sul territorio comunale di alcune migliaia di persone deputate a garantire i servizi di informazione, assistenza e sicurezza necessari allo svolgimento degli eventi.
Le strutture già presenti sull’isola di La Maddalena, l’unica dell’arcipelago vocata ad ospitare i lavori veri e propri del summit, non erano adeguate –per qualità e quantità- ai fabbisogni generati dall’evento, individuabili fondamentalmente nella ricettività e accoglienza nonché nella disponibilità di servizi e infrastrutture di trasporto atte a garantire la raggiungibilità e la mobilità sul territorio.
Il G8 portava con sé anche altri “fabbisogni”: condivisibile o meno nella filosofia e nei contenuti, nelle giornate centrali dell’avvenimento La Maddalena sarebbe stata una di vetrina mediatica internazionale che, per un territorio che punta anche alla riconversione turistica della propria economia, si sarebbe  rivelato un potente strumento di promozione.
Veniva dunque manifestata l’urgenza di realizzare opere pubbliche per predisporre gli alloggi e i servizi vari necessari allo svolgimento del G8, ma anche l’importanza di intervenire per innalzare la qualità complessiva del territorio interessato dagli eventi, soprattutto di quello urbanizzato.

L’insieme degli interventi doveva essere concluso in un tempo molto ristretto, circa 12 mesi; questo ha determinato il loro riconoscimento come opere di protezione civile, coordinate da un commissario e assoggettate a iter di progettazione, autorizzazione e realizzazione differenti da quelli ordinari.

Le trasformazioni che il territorio avrebbe subito nel corso del prossimo anno interessano un territorio particolare in termini di pregio ambientale e naturalistico e intervenivano in un momento di crisi dell’economia locale dovuta al progressivo indebolimento della presenza militare italiana e alla definitiva chiusura della base navale statunitense. Se il sistema economico incentrato sulla presenza militare aveva tenuto sullo sfondo lo sfruttamento del territorio in chiave turistica, le difficoltà successive portarono in primo piano il rischio che, in nome della ripresa economica, si potessero compiere azioni di breve respiro e in grado di compromettere l’unico bene di valore che La Maddalena possegga, ovvero la qualità ambientale del proprio territorio.

Legambiente, nella convinzione che La Maddalena possa diventare un interessante laboratorio nazionale per la  riconversione sostenibile da una economia militare ad una civile solida, duratura e ancorata alle specificità territoriali, ha aperto un Osservatorio ambientale sulle trasformazioni che interesseranno l’Arcipelago fino alla conclusione delle opere non più mirate ad ospitare il G8 ma comunque concludere.
L’obiettivo è mettere a disposizione del pubblico uno strumento di informazione documentata, che supporti l’azione di controllo dell’associazione sull’effettiva adozione dei criteri di sostenibilità e che sia espressione dello spirito costruttivo con cui Legambiente intende fornire il proprio contributo alla discussione.
A questa finalità si lega la partecipazione di Legambiente al Gsott8