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L’assetto idrogeologico della nostra Penisola è sempre più fragile e il rischio che si verifichino frane e alluvioni è purtroppo drammaticamente elevato, come dimostrano anche i recenti eventi calamitosi che hanno colpito il Piemonte nel mese di maggio scorso e la Valtellina durante l’estate. Tale fragilità è dovuta senz’altro alle caratteristiche geomorfologiche del territorio, ma anche ai comportamenti dell’uomo e in particolare alle scelte poco attente nella pianificazione dell’uso del suolo, all’eccessiva antropizzazione delle aree di espansione naturale dei fiumi, all’abusivismo edilizio e alle gravi lacune nell’opera di manutenzione dei corsi d’acqua. Fenomeni che hanno comportato una crescita del rischio idrogeologico che oggi riguarda circa il 70% dei comuni italiani. Inoltre, gli effetti sempre più evidenti dei mutamenti climatici, che determinano una alternanza di momenti di grave siccità e di fenomeni meteorologici avversi improvvisi e intensi, amplificano il pericolo che si verifichino eventi calamitosi.
Occuparsi di rischio idrogeologico è molto importante: concentrare l’attenzione sul rispetto dell’ambiente anche per salvaguardare le vite dei cittadini significa impegnarsi affinché sia possibile realizzare un più corretta gestione del territorio e una consapevole opera di prevenzione, anche ripristinando condizioni di “naturalità” degli ecosistemi fluviali e dei versanti montuosi. L’equipaggio di Operazione Fiumi viaggerà lungo la Penisola, a partire dal 2 ottobre, per informare i cittadini sul rischio idrogeologico, sui comportamenti da adottare in caso di emergenza, per organizzare concrete iniziative di volontariato per ripulire le sponde dei fiumi dai rifiut
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